Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Vndecimo.
499
fù  gran  numero)  prese  incontanente  l'arme  saltarono  fuori,  e  occuparono -
  la  porta  di  Sant'Andrea  ,  e  le  torri,  che  gli  sono  d'attorno  ,  e  vi  posero
buone  guardie,  gridando,  che  non  haueuano  preso  l'arme  contra  la  signoria -
  del  Re;  ma  per  ributtare  da  ſe  l'ingiurie.  Ma  il  Vicario  Regio  giudicando -
  cosa  conueneuole  più  tosto  piegare  con  piaceuoli  parole  i  turbati -
  animi  della  tumultuante  plebe,  che  opponendoglisi  con  l'arme  (come -
  molti  lo  consigliauano)  accendere  maggiormente  l'ira  loro,  prouò
quel  suo  disegno  esser  vano,  che  la  moltitudine  de  gli  armati  cresceua
ogni  ora  più,  e  la  sedizione  prendeua  a  poco  a  poco  maggiori  forze;  si
che  la  vegnente  notte  tutti  quei  ,  che  ritenuti  dalla  vergogna  non  haueuano -
  preso  l'arme  di  giorno,  ne  palesemente,  si  miserò  tutti  armati  in  frot
ta  insieme  con  gli  altri  ;  e'l  Vicario  del  Re  parendoli  spediente  cedere  sa
tanta  moltitudine  armata,  si  ritirò  co'  ſuoi  nella  fortezza,  ma  i  prinçipali
della  città,  e  tutti  cittadini  da  bene  ,  e  amatori  della  quiete  non  abbandonarono -
  il  ben  comune,  ma  andando  attorno  la  plebe,  secondo  che  cia
scuno  haueua  alcun  di  loro  qualche  autorità,  stauano  loro  intorno  vſando -
  parole  acconcie  al  tempo,  pregandola  che  posasse  alquanto  l'ira,  e
domandauano,  che  finalmente  cercassero  trarre  dalle  ſedizioni,  e  da  tumulti -
  fuor  che  la  rouina  della  commune  patria?  che  se  si  lasciassero  reg.
gere  ,  e  ſtessero  ascoltare  i  consigli  saluteuoli,  erano  per  ottenere  quietamente, -
  e  senza  danno  del  comune  tutto  quello,  che  bramauano,  che  procedendosi -
  moderatamente,  loro  ſteſsi  s  offeriuano  mezzani,  accio  che
la  coſa  s'acconciasse  d'accordo.  Gia  cominciauano  a  piegare  gli  animi,
e  pareua,  che  si  fosse  per  venire  all'accordo,  quando  eccoti  Paolo  Fregosi
Arciuescouo  della  città  fratello  del  morto  Pietro,  e  Prospero  Adorno  entrarono -
  nella  città,  la  cui  venuta  guastò  la  ſperanza  de  buoni,  e  rouinò  i
consigli,  che  già  cominciauano  a  riuscire  a  buon  fine:  percioche  concorsero -
  in  vn  tratto  a  fauore  dell'uno,  e  dell'altro  grandi  stuoli  d'armati,  secondo -
  che  l'amore  delle  parti  tiraua  la  plebe,  e  gli  huomini  disiderosi  di
nouità  ad  unirsi  co  loro  capi,  e  con  le  loro  guide  ,  e  seguirono  crudeli  miſchie -
  in  più  luoghi  della  città,  la  nobiltà,  e  principali  della  città,  e  tutti
cittadini  amatori  della  quiete  temeuano  sopra  tutto  della  natura  di  Paolo, -
  non  meno  feroce,  e  ardente,  che  ſi  foſſe  ſtata  quella  di  Pietro  suo  fratello; -
  e  oltre  acio  la  ſmoderata  ambizione,  e  la  ſouerchia  cupidigia  di
regnare,  la  quale  da  lui  era  poſta  innanzi  ad  ogni  dirittura,  bontà,  e  vergogna, -
  e  religione  ,  e  oltre  a  questo  dell'animo  suo  fiero  da  tante  ingiurie
iſtigato,  e  disideroso  di  uendetta:  e  conosceuano  essere  cosa  ageuole  il
disfarlo  tirando  Prospero  dalla  loro,  perche  se  la  nobiltâ,  e  Vicario  Re
gio  hauessero  vnito  le  forze  loro  con  lui,  che  col  fauore  della  parte  Adorna -
  non  haueua  minor  potenza  che'l  Fregoso,  era  forza  che  Paolo  combattuto -
  con  tre  macchine  rouinaſſe  immantinente.  La  famiglia  Spinola
prese  il  carico  di  disporre  Prospero  ad  vnirsi  con  loro  ,  col  quale  haueua
molti  vincoli  di  priuata  domestichezza,  e  di  parentele  ancora.  Si  comin
ciò  dunque  a  trattare  con  segreti  parlamenti,  è  messi,  che  andauano  indietro, -
  e  innanzi  l'accordo  tra  Prospero,  e'l  Vicario;  di  che  accortosi  Paolo -
  s'uſci  di  notte  di  naſcoſto  della  città,  doue  conosceua  di  non  stare  sicuro, -
  e  si  ritirò  ne  monti  vicini,  a  ſpettando  di  vedere,  che  fine  hauesse  la
cosa.
            
Waiting...

Nutzerhinweis

Sehr geehrte Benutzerin, sehr geehrter Benutzer,

aufgrund der aktuellen Entwicklungen in der Webtechnologie, die im Goobi viewer verwendet wird, unterstützt die Software den von Ihnen verwendeten Browser nicht mehr.

Bitte benutzen Sie einen der folgenden Browser, um diese Seite korrekt darstellen zu können.

Vielen Dank für Ihr Verständnis.

powered by Goobi viewer