Libro Decimo.
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ſere coſa diſonorata a tanto Re parere d'hauere ceduto loro non di virtù, -
o di potenza; ma di contezza, e scienza delle coſe nauali, nella quale
i nimici ſenza dubbio l'auanzauano di gran lunga: però che non si metteſse -
a cosi graue pericolo, ma eleggesse il minore male, e lasciasse mettere -
il soccorso in Gaeta; la quale in ogni modo era per cadergli finalmente -
nelle mani, come fossero finite le vettouaglie, e che le picciole forze -
de Genouesi non erano per potere sostentare lungamente le tanto
grandi spese di mandare di continouo fuori grosse armate.: Le quali pa
role furono disprezzate dal Re, come vili, e poco conueneuoli alla gran-„dezza -
dell'animo ſuo. Che io, diſs' egli, mi rechi a fare vna coſa cosi
vergognoſa, e non mi dubiti di macchiare tante pruoue da me fatte
„commettendo cosi gran viltà di fuggire la necessaria battaglia con po¬„ueri -
marinari? e lasciando metter soccorso in Gaeta presente a gli oc
„chi miei, auanzando di gran lunga i nimici di forze, e sia poi coſtretto
„con lungo assedio inuecchiare sotto le mura d'una piccola città? vera¬„mente -
ciò facendo mi riputerei del tutto indegno del regno, del nome
„regio, e de miei maggiori Principi chiarissimi: percioche Bonifazio
„che mi vien rimprouérato, che altro ha, fuor che vna certa aſtuzia, e'l
„caso delle funi dell'ancore de legui reali tagliate, e'l ritrouamento d'una
„barchetta piena di fuoco, che liberò dalle mie mani i pauroſi nimici,
„che mi erano entrati sotto, e non haueuano ardimento di venire a
„battaglia con aperta virtu? ma non sempre hanno felice fine cotali ba¬„gattelle -
: e la scienza, e la continoua ſperienza delle coſe nauali, a che
„coſa vale finalmente, fuor che à certa velocità, e spediti discorrimen¬„ti -
vſati farsi più tosto quando si scaramuccia per mostra, che quando si
„viene a battaglia per da vero? perche ſe tu con gittare rampiconi, e
„traui di ferro le fermi, e le sforzi à venire alle strette, e a combattere
„da presso come si fa nelle battaglie ferme , e di terra, all'ora si conosce
"quanto la costante , e salda virtu de soldati soprauanzi il discorrimen¬„to -
delle naui. S'accende anche più lo sdegno,che vna piccola città, e
„di picciole forze, e potere habbia ardimento di muouere di sua volon¬„tà -
guerra a me fornito della potenzia di tantò grandi,e tanto ricchi re-„gni, -
e preſa come vna sua principal gara contra di me di propia voglia
„ſenza essere ſtata da me ingiuriata in parte alcuna, e si reputi vn giuo-„co, -
e vna burla l'opporsi a tutte l'imprese, à qualunque io metto mano,
„come che non appartenghino punto alle cosel fue: E possibile dunque
„che coteſta maniera d'huomini ignobili, e di niuna stima ci tenghino
„coſi a vile? bisogna pure vna volta atterrare la pazza loro arroganza, e
„con graue lor percossa difendere, e stabilire la maestà nostra. Dette
queste parole licenzio il trombetta, e mando in sua compagnia Franceſco -
Pandone, perche faceſſe la riſpoſta, e denunziaſse a Genouesi la battaglia, -
hauendolo innanzi auuertito che facesse proua prima con piaceuoli -
maniere, dipoi con le minaccie ancora ſe poteſſe perauuentura diſtorre -
l'animo del Capitano dal pensiero di combattere. Il Pandone venuto -
dinanzi al Capitano disse, chel Re si marauigliaua grandemente,
che i Genouesi fussero venuti in quei luoghi con tanta armata, e che harebbe -
voluto ſapere, che haueſſero a fare nel regno di Napoli? eche ragione -