Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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DellIſtorie  di  Genoua,
abbondanza  di  maeſtri  di  grande  ingegno,  e  d'industria  forniti.  Il  Capitano -
  pieno  di  letizia,  disse,  tu,  di  grazia,  ò  valent  huomo,  sollecita  di  recare -
  ad  effetto  cotesta  tua  nobile  inuenzione,  e  fa  quest  opera,  chè  sarà
di  tanta  vtilità  alle  coſe  noſtre,  che  in  questo  modo  acquisterai  al  nome
Genoueſe,  e  all'industria  de'  tuoi  gran  parte  della  lode  d'hauer  espugnato
la  sagra  città  con  cotesto  tuo  nobile  ritrouamento.  Dunque  senza  mettere -
  alcuno  indugio  fù  cominciata  l'opera,  e  sollecitando  l'Embriaco,  lauorandosi -
  di  ,  e  notte  di  continouo  ,  fù  tostamente  recata  a  fine  ,  e  fù  condotta -
  sotto  le  mura  in  pezzi  sopra  carri,  è  quiui  furono  commessi  insieme,
e  fù  fatta  ,  e  diritta  la  torre  ,  e  dalla  parte  dinanzi,  perche  fosse  sicura  dal
fuoco,  fù  coperta  di  pelli;  onde  il  Buglione  inanimato  da  questa  cosa,  accostata -
  la  torre  alle  mura,  ordinò  il  giorno  di  battagliare  le  mura  ,  e  quello -
  venuto  ordinò  di  dare  vn  gagliardo  assalto  alla  città  innanzi  al  leuare
del  Sole  ;  e'  soldati  da  tutte  le  parti  si  portauano  valorosamente,  ma  dalla
torre  ſi  faceua  grandissimo  sforzo,  che  i  Genouesi  dalle  finestre,  che  n'erano -
  molte  nella  torre,  traeuano  ogni  sorte  di  dardi,  e  di  fuochi  lauorati;
e  per  caso  ,  ò  più  tosto  per  diuina  ordinazione  auuenne  ,  che  nell'ardore
della  battaglia  si  leuò  vn  gran  vento,  che  daua  nelle  ſpalle  a'  Chriſtiani,
e  percuoteua  le  facce  de'  nimici  Saracini;  onde,  Christiani  vsando  questo -
  beneficio  venuto  dal  cielo,  preso  maggiore  animo  fecero  nuouo  impeto, -
  e  trassero  a'  nimici  gran  quantità  di  faccelle  accese  ,  le  quali,e  dal  mouimento -
  loro,  e  dalla  forza  del  fresco  vento  leuando  maggiori  fiamme,  e
attaccando  fuoco  alle  ſtuoie,  e  à  ſacchi,  e  alle  difeſe  di  varie  maniere  opposte -
  a'  nimici,  e  fatte  di  materie  attè  ad  apprendere  il  fuoco,  abbrucciarono -
  toſtamente  ogni  coſa,  che  benche  i  Saracini  facessero  opera  di  ſpegnere -
  il  fuoco,  ogni  loro  sforzo  era  vano,  perche  niuno  di  loro  poteua
ſtare  ſaldo  nel  luogo,  che  s'era  poſto;  perche  il  vento  ſpingeua  il  fumo,
e'l  vapore  nelle  facce  loro  ;  e  per  lo  contrario  non  daua  punto  d'impaccio
a'  Christiani,  che  combatteuano  d'appresso  valorosamente;  onde  essendo
reſtatè  le  mura  da  quella  parte  vote  di  difenditori,  e  dipoi  spianato  il  terreno, -
  la  torre  fù  accoſtata  alla  muraglia;  e  saracini  per  oſtare  à  tale  macchina -
  drizzarono  vna  forte  antenna,  e  ſopra  di  eſſa  poſero  vna  traue  attrauerſo, -
  con  la  quale  ſpingendola  innanzi,  eritirandola  in  dietro  batteuano -
  la  torre?  Ma  i  Genouesi  con  ronconi  da  mura,  che  a  tale  effetto  haueuano -
  preparati,  tagliarono  la  fune,  con  la  quale  ſi  teneua  la  traue,  la
quale  cadendo  per  dritto,  e  col  suo  peso  ficcandosi  in  terra  fù  di  non  piccolo -
  giouàmento,  perche  ſerui  per  ſoſtentamento,  e  per  pila  alla  cima
della  torre,  che  era  torta,  e  piegata.  La  onde  Gottifredo  il  Capitano
generale  giudicò,  che  non  foſſe  più  da  tardare,  ma  fidato  nel  fauore  diuino -
  fù  il  primo  à  montare  per  quel  ponte  sopra  lè  mura;  onde  tutti  circoſtanti -
  rima  ſero  ſtupefatti  di  tanto  ardire,  e  fù  incontanente  ſeguitato  da
Euſtachio  ſuo  fratello,  è  queſto  esemplo  incitò  anche  gli  altri,  ſi  che  per
la  medeſima  via  paſsò  gran  moltitudine  di  gente  armata,  e  occupate  da
quella  parte  le  mura,  e  spezzata  la  maggior  porta,  tutto  l'esercitò  entrò
nellà  città.  In  questo  modo  la  nobilissima  città  di  Geruſalemme,  dopò
che  fù  combattuta  trenta  noue  giorni  fu  da  Cristiani  recuperata,  la  quale
essendo  stata  presa  sotto  l'imperio  d'Erachio  era  stata  in  potere  de  Saracini -

            
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