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Dell'Istorie di Genoua,
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la di Lemo, doue gli vſciti s'erano congregati, e perche vollero far difeſa -
gli ruppe, e poſe in fuga, e ne preſe aſſai, che altri furono da Luigi
Guarco impiccati, e altri incarcerati; e si trouò che le bandiere prese ha
ueuano altre l'insegne dell'Imperadore,altre de Visconti, alcune de Fre
goſi. Guaſparri ſpedita l'impreſa nel principio dell'anno ſeguente, en
trò nel porto di Genoua, e fù riceuuto con grande onore, e portò molte re
liquie de Santi tolte delle prese Città, le quali furono spartite per le sacre -
Chieſe da conseruarsi con gran diuozione. Nel principio di Marzo
non ſi laſciando mai il pensiero della guerra Viniziana, Isnardo Guarco
fratello del Doge andò nel mare Adriatico con tredici galee, doue dimorò -
pochi di; perche hauuta nuoua, che Carlo Zeno trauagliaua la riuiera -
con ſedici galee, ſe ne ritornò toſtamente indietro; ma perche veniua -
con vent' una galea (perche in quel viaggio alcune galee s'erano
congiunte ſeco) il Zeno non giudicò ſpediente aſpettarlo, e voltatoi le
prore a dietro ſe ne ritornò nel paeſe ſuo, e Iſnardo liberata la riuiera,
ritornò nel mare Adriatico. Già haueuano cominciato a raffreddarsi
glianimi dell'uno, e dell'altro popolo, el tedio delle fatiche, e de pericoli, -
e la ſtracchezza de mali,e delle continoue ſconfitte era cagione, che
l'uno, e l'altro popolo disideraua la pace. Diuoglia dunque l'uno, e l'altro -
mandò ambaſciatori ad Aimone Duca di Sauoia, il quale haueua
per sua ambaſciadori esortato l'uno, e l'altro popolo, e insieme il Re
d'Vngheria, e'l Patriarca d'Aquileia, e'l Carrarese alla pace, e s'era offerto -
a conoscere le differenze loro, come amico, e arbitro comune; tenuti
dunque trattati, finalmente doppo lunghe contese si conchiuse la pace
del meſe d'Agoſto con queſte condizioni. Che il Re d'Vngheria non
deſſe ricetto a Corsali nelle riuiere della Dalmazia, ne ui faceſſe farè
ſale , e che per tale cagione i Viniziani gli pagassero ogni dieci anni sette -
mila ducati. Col Patriarca d'Aquileia rimanessero ferme quelle condizioni, -
che ſtauano innanzi la guerra. Che i Viniziani, e Genoueſi riteneſſero -
le coſe mobili , che s'haueuano tolte l'uno l'altro nella guerra;
ma ſi rendessero incontanente i prigioni da ogni parte fedelmente. Che
i Viniziani gittaſſero a terra la fortezza di Tenedo, e laſciaſſero la poſſeſsione -
di quell'Isola, e che ne l'uno, ne l'altro popolo la possedesse, o vi
fabbricaſſe in auenire alcuna fortezza, e per l'oſseruanza di tal coſa i
Fiorentini, che ancora loro s'intramisero in quella pace promisero per
loro dugento mila ſcudi, che ne l'uno, ne l'altro popolo potesse tenere -
traffichi mercantili intorno al fiume della Tana, accioche questa coſa -
per innanzi, come ſpesso era auuenuto per addietro, non fusse cagione -
di guerra fra loro. Che'l Carrareſe gittaſſe a terra le fortezze, e Caſtelli, -
che haueua fatti sù le bocche de fiumi , e nelli ſtagni ; e confini tra
lui, e Viniziani fussero terminati dal Duca di Sauoia. Tutti osseruarono
a pieno questa pace fuor che il Carrarese, il quale poco dipoi ruppe la
fede de patti; Ma Giouanni Murdazzo Caſtellano della Rocca di Tenedo -
fù cagione, che tra Genouesi, e Viniziani la cosa andò in lungo,
per la cui oſtinazione, mentre, che tarda a reſtituire la fortezza, e con
varie calunnie, e nuoue inuenzioni mena la coſa in lunga, mancò poco,
che