fullscreen : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Quinto.
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neuano  vna  certa  apparenza  di  libertà,  come  per  lo  più  ſogliono  fare  i
nuoui  gouerni.  Dunque  auuicinandosi  il  fine  del  magistrato  (percioche
non  era  ſtato  dato  loro  a  vita)  il  popolo  insieme  congregato  prolungaua
loro  il  gouerno  per  cinque  anni,  ed  eſsi  vſando  certa  finta  moderazione
si  contentarono  di  tre  anni.  Finalmente  fù  conchiuſa  la  pace  già  gran  tem
po  trattata  co  Pisani,  facendone  grande  sforzo,  e  intramettendosi  con
molta  diligenza  i  cittadini  Piſani,  che  erano  prigioni  in  Genoua;  e  per  tal
conto  andarono  indietro,  e  innanzi  molte  ambaſcerie  ſpeſſe  volte  de  loro -
  principali  cittadini,  la  qual  pace  ſi  fece  contra  la  voglia  del  Conte
Vgolino,  e  del  Giudice  di  Gallura,  che  all'ora  gouernauano  lo  ſtato  di
Piſa:  perche  ripigliando  la  città  le  ſue  forze  col  ritorno  di  cosi  gran  numero -
  di  cittadini,  queſta  pace  annullaua  la  potenza,  e  la  maggioranza
loro,  la  quale,  perche  l'haueuano  esercitata  altieramente,  era  venuta  a  faſtidio) -
  e  in  odio  a  cittadini.  La  onde  il  Conte,  e'l  Giudice  disiderosi  di
diſturbarla,  riuolti  in  tutto  ad  vſare  l'arti  de  Piſani,  trattarono  occultamente -
  co  corſali  Piſani,  che  all'ora  erano  in  Sardigna,  che  molestassero
le  coſe  de  Genoueſi;  ed  eſsi  lieti  per  tal  comandamento  l'eſequirono
prontamente  discorrendo  per  lo  mare  all'intorno,  e  facendo  preda  delle
naui,  edelle  robbe  de  Genoueſi.  Queſta  coſa  turbò  gli  animi  de  Genoueſi -
  disideroſi  della  pace,  e  per  tal  conto  fù  mandato  a  Pisa  Niccolò  Petrazio -
  a  querelarsi  dell'ingiuria,  e  ohe  foſſe  violata  la  fede  della  pace,  e  à
domandare,  che  foſſero  rifatti  i  danni.  IGouernatori  diceuano,  che  il
consiglio  publico  era  fuori  di  colpa,  e  con  buone  parole  mandauano  la
coſa  in  lungo.  In  questo  mentre  in  Genoua  furono  armate  tre  galee  per
guardia  delle  mercatanzie  contra  Piſani,  e  ne  fù  fatto  Capitano  Pietro
Embroni,  a  cui  fù  data  espressa  commessione,  che  si  guardasse  di  toccare
le  coſe  de  Piſani,  e  ſtimaſſe  d'eſser  ſtato  ſpedito  ſolamente  a  difender  le
cose  de  Genouesi,  e  a  proibire  l'ingiurie;  e  fù  tanto  gran  disiderio  ne  Genoueſi -
  di  oſſeruare  la  pace,  che  tutto  che  i  Piſani  vſaſſero  ſcherni,  e  già
foſſe  paſſato  il  tempo,  che  i  Piſani  haueuano  a  depoſitare  i  danari  pattouiti -
  per  l'accordo,  tuttauia  s'aſtennero  dal  far  loro  danni.  Ma  la  medesima
coſa  acceſe  molto  maggiori  odi  de  Piſani  contro  al  Conte  Vgolino,  per
operale  ambizione  del  quale  non  si  daua  esecuzione  alla  pace,  della  quale -
  essi  erano  tanto  più  disiderosi  de  Genouesi,  quanto  maggiori  sconfitte
haueuano  riceuuto  nella  guerra;  e  hauendo  perdute  le  forze  erano  per
guerreggiare  co  Genouesi  con  gran  lorò  disauantaggio.  Fù  dunque  fatta -
  vna  congiura  contra  dilui  da  principali  della  parte  contraria,  della
quale  sfucapo,  e  ritrouatore  M.  Ruggieri  Vbaldini  Arciuescouo  di  Pisa;
nel  quale  oltre  alla  causa  publica,  eranò  acuti  stimoli  d'odio  priuato  contro -
  al  Conte  Vgolino,  per  essergli  stato  ammazzato  vn  figliuolo  del  fratello -
  per  comandamento  di  lui.  Fù  dunque  preso  il  Conte  Vgolino,  nella -
  qual  coſa  i  Piſani  fecero  vn'  opera  di  beſtiale,  e  abbomineuole  crudeltàs -
  perche  gli  animi  loro  furon  da  tanta  rabbia  inuasati,  che  insieme  col
ConteVgolino  rinchiuſero  in  vna  torre  i  ſuoi  piccioli  figliuoli,  che  erano
fuoti  d'ogni  colpa,  e  la  nouella,  semplice,  e  innocente  età  non  potè  piegai
punto  le  fiere  menti  a  miſericordia;  si  che  vietata  a  detti  prigioni  ogni  viuanda -
  furon  tutti  fatti  morir  di  fame.  La  torre,  nella  quale  segui  queste
ule
abbo¬
            
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