Libro Quinto.
227
neuano vna certa apparenza di libertà, come per lo più ſogliono fare i
nuoui gouerni. Dunque auuicinandosi il fine del magistrato (percioche
non era ſtato dato loro a vita) il popolo insieme congregato prolungaua
loro il gouerno per cinque anni, ed eſsi vſando certa finta moderazione
si contentarono di tre anni. Finalmente fù conchiuſa la pace già gran tem
po trattata co Pisani, facendone grande sforzo, e intramettendosi con
molta diligenza i cittadini Piſani, che erano prigioni in Genoua; e per tal
conto andarono indietro, e innanzi molte ambaſcerie ſpeſſe volte de loro -
principali cittadini, la qual pace ſi fece contra la voglia del Conte
Vgolino, e del Giudice di Gallura, che all'ora gouernauano lo ſtato di
Piſa: perche ripigliando la città le ſue forze col ritorno di cosi gran numero -
di cittadini, queſta pace annullaua la potenza, e la maggioranza
loro, la quale, perche l'haueuano esercitata altieramente, era venuta a faſtidio) -
e in odio a cittadini. La onde il Conte, e'l Giudice disiderosi di
diſturbarla, riuolti in tutto ad vſare l'arti de Piſani, trattarono occultamente -
co corſali Piſani, che all'ora erano in Sardigna, che molestassero
le coſe de Genoueſi; ed eſsi lieti per tal comandamento l'eſequirono
prontamente discorrendo per lo mare all'intorno, e facendo preda delle
naui, edelle robbe de Genoueſi. Queſta coſa turbò gli animi de Genoueſi -
disideroſi della pace, e per tal conto fù mandato a Pisa Niccolò Petrazio -
a querelarsi dell'ingiuria, e ohe foſſe violata la fede della pace, e à
domandare, che foſſero rifatti i danni. IGouernatori diceuano, che il
consiglio publico era fuori di colpa, e con buone parole mandauano la
coſa in lungo. In questo mentre in Genoua furono armate tre galee per
guardia delle mercatanzie contra Piſani, e ne fù fatto Capitano Pietro
Embroni, a cui fù data espressa commessione, che si guardasse di toccare
le coſe de Piſani, e ſtimaſſe d'eſser ſtato ſpedito ſolamente a difender le
cose de Genouesi, e a proibire l'ingiurie; e fù tanto gran disiderio ne Genoueſi -
di oſſeruare la pace, che tutto che i Piſani vſaſſero ſcherni, e già
foſſe paſſato il tempo, che i Piſani haueuano a depoſitare i danari pattouiti -
per l'accordo, tuttauia s'aſtennero dal far loro danni. Ma la medesima
coſa acceſe molto maggiori odi de Piſani contro al Conte Vgolino, per
operale ambizione del quale non si daua esecuzione alla pace, della quale -
essi erano tanto più disiderosi de Genouesi, quanto maggiori sconfitte
haueuano riceuuto nella guerra; e hauendo perdute le forze erano per
guerreggiare co Genouesi con gran lorò disauantaggio. Fù dunque fatta -
vna congiura contra dilui da principali della parte contraria, della
quale sfucapo, e ritrouatore M. Ruggieri Vbaldini Arciuescouo di Pisa;
nel quale oltre alla causa publica, eranò acuti stimoli d'odio priuato contro -
al Conte Vgolino, per essergli stato ammazzato vn figliuolo del fratello -
per comandamento di lui. Fù dunque preso il Conte Vgolino, nella -
qual coſa i Piſani fecero vn' opera di beſtiale, e abbomineuole crudeltàs -
perche gli animi loro furon da tanta rabbia inuasati, che insieme col
ConteVgolino rinchiuſero in vna torre i ſuoi piccioli figliuoli, che erano
fuoti d'ogni colpa, e la nouella, semplice, e innocente età non potè piegai
punto le fiere menti a miſericordia; si che vietata a detti prigioni ogni viuanda -
furon tutti fatti morir di fame. La torre, nella quale segui queste
ule
abbo¬