Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

88.

Dell'Istorié  di  Genoua,
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ſe  ſpedirono  di  subito  vna  poderoſa  armata  di  cinquanta  quattro  galee
fornite  di  tutte  le  cose  contro  a  Genouesi  sotto  la  condotta  di  Andreotto
Saraceno.  Queſti  non  ritrouando  l'armata  Genoueſe  a  Pianoſa,  dirizzò
il  cammino  verso  la  Sardigna,  e  perchè  non  s'incontrò  mai  in  alcun  luogo -
  con  l'armata  Genouese,  accioche  non  paresse,  che  fosse  venuto  in  vano
in  quei  luoghi,  arriuato  all'Isola  sbarc  o  le  genti  in  terra,  e  assaltò  Algerò
castello  foggetto  ad  alcuni  cittadini  Genouesi,  e  lo  tenne  assediatò  alcuni
giorni,  e  lo  sfprzò  à  rendersi  con  certi  patti,  à  quali  poi  non  furono  da  Pisani -
  osseruati.  In  questo  mentre  lo  Spinola,  il  quale  per  essere  i  Pisani  oocupati -
  nellasfedio  d'Algero,  poteua  scorrere  liberamente  per  tuttol  mare
all'intorno,s'incontrò  a  caſo  nello  ſtuolo  delle  galee,  e  naui  Pisanę  cariche -
  dixicche  mercatanzie,  e  aſsalitele  le  vinse,  e  prèse,  tutto  cheda  vitto
ria  fosse  sanguinosa;  e  arricchito  di  tanta  preda  hauendornuoua  dell'armata -
  nimica,  che  assediaua  Algero  tanto  maggiore  della  sua,  conoscendo
per  essere  vicina  cosi  potente  armata  di  stare  in  quei  luoghi  con  gran  pericolo -
  del  comune,  voltando  a  dietro,  s'inuiò  verlo  Genoua,  e  lasciò  quiui
Guglielmq  Eicomataro  coniquattro  galee  speditè;  perche  andando  scorrendo -
  infestasse  le  riuiere  de  Pisani  ponendole  a  sacco;  e  fuoco,  e  facendo -
  tutti  mali,  che  potesse;  il  quale  rizzate  le  bandiere  condl'infegnede
Piſani,  entrò  con  quella  finzione  in  Porto  Piſano,  e  trouataui  vna  naue
con  venti  huomini,  fra  quali  erano  due  Senatpri,  la  prese  jle  la  condusse  a
Genoua  insième  co  prigioni  Ma  lo  Spinola  alli  ventidue  di  Giugno  arriuò -
  ſaluo  a  Genoua  con  tutti  legni  commessi  alla  ſua  cura,  e  confegnò  al
comune  nouecento  trenta  prigioni  presi  nelle  naui  Pisane,  e  vent  ottq  mila -
  marchi  d'argento,  la  qual  cosa  fù  alla  città  dilgran  piacere,  per  hauer
renduto  à  nimici  maggiori  danni,  che  l'anno  pallato  non  s'eranobriceuuti
dalloro.  E  dieci  mila  marchi  di  quella  preda  furono  applicati  alla  incominciata -
  fabbrica  del  porto  nomata  la  Darsina;  ma  accioche  non  paresſe, -
  che  cedeſſerò  a  nimici  in  coſa  veruna;  e  accioche  gli  animi  loro  non
gonfiassero,  perche  hauessero  combattuto  la  terra  d'Algero,  e  Genouesi
tossero  stati  a  vedere,  e  non  hauessero  hauuto  ardimento  di  darle  soccor
sozarmarono  incontanente  altrettante  galee,  quante  eranole  Pisane,  che
tutte.  andarono  di  lor  volontà,  fuor  chę  quattrò,  che  erano  pagate,  delle
quali  fù  Ammiraglio  Corrado  d'Onia  figliuolo  d'Vberto  il  Capitano.  Sopra -
  quest  armata  montò  tutto  lfiore,  el  nerbo  della  città,  tanto  de  nobili, -
  quantò  del  popolo,  ed  erano  tutti  vestiti  a  diuerse  liuree  di  drappo  di  seta, -
  edi  drappi  d'oro.  La  quale  partendo  del  porto  alli  ventisette  di  Giugno -
  s'indirizzò  verſo  Porto  Piſano,  e  dimorata  alcuni  giorni  ſopra  lancore -
  alla  Meloria;  e  spugnata,  e  abbattuta  la  torre,  come  intese,  che  larmata -
  Pisana  ritornando  di  Sardigna  s'era  ritirata  nel  porto  nomato  pgg
Feleſi  preſſo  a  Piombino,s'inuiò  là;  ma  trouò,  che  i  Piſani  haueuanò  chiuso -
  la  bocca  del  porto  con  forti,  e  grossi  ripari;  si  che  i  Genouesi  non  poteuano -
  entrarui  in  verun  modo,  e  venire  alle  mani  co  nimici;  onde  vi  poſero -
  l'assedio.  Mentre  che  Corradó  era  quiui  occupato,  quindici  galee  Piſane, -
  che  nella  rotta  pochi  giorni  auanti  riceuuta  dallo  Spinola  erano
ſcampate  fuggendo;  e  s'erano  ritirate  nel  porto  di  Callari,  ſenza  ſapei
nulla  dell'armata  Genouese,  e  delle  cose,  che  si  faceuano  a  Piombino,  apparuero -

            
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