88.
Dell'Istorié di Genoua,
214
ſe ſpedirono di subito vna poderoſa armata di cinquanta quattro galee
fornite di tutte le cose contro a Genouesi sotto la condotta di Andreotto
Saraceno. Queſti non ritrouando l'armata Genoueſe a Pianoſa, dirizzò
il cammino verso la Sardigna, e perchè non s'incontrò mai in alcun luogo -
con l'armata Genouese, accioche non paresse, che fosse venuto in vano
in quei luoghi, arriuato all'Isola sbarc o le genti in terra, e assaltò Algerò
castello foggetto ad alcuni cittadini Genouesi, e lo tenne assediatò alcuni
giorni, e lo sfprzò à rendersi con certi patti, à quali poi non furono da Pisani -
osseruati. In questo mentre lo Spinola, il quale per essere i Pisani oocupati -
nellasfedio d'Algero, poteua scorrere liberamente per tuttol mare
all'intorno,s'incontrò a caſo nello ſtuolo delle galee, e naui Pisanę cariche -
dixicche mercatanzie, e aſsalitele le vinse, e prèse, tutto cheda vitto
ria fosse sanguinosa; e arricchito di tanta preda hauendornuoua dell'armata -
nimica, che assediaua Algero tanto maggiore della sua, conoscendo
per essere vicina cosi potente armata di stare in quei luoghi con gran pericolo -
del comune, voltando a dietro, s'inuiò verlo Genoua, e lasciò quiui
Guglielmq Eicomataro coniquattro galee speditè; perche andando scorrendo -
infestasse le riuiere de Pisani ponendole a sacco; e fuoco, e facendo -
tutti mali, che potesse; il quale rizzate le bandiere condl'infegnede
Piſani, entrò con quella finzione in Porto Piſano, e trouataui vna naue
con venti huomini, fra quali erano due Senatpri, la prese jle la condusse a
Genoua insième co prigioni Ma lo Spinola alli ventidue di Giugno arriuò -
ſaluo a Genoua con tutti legni commessi alla ſua cura, e confegnò al
comune nouecento trenta prigioni presi nelle naui Pisane, e vent ottq mila -
marchi d'argento, la qual cosa fù alla città dilgran piacere, per hauer
renduto à nimici maggiori danni, che l'anno pallato non s'eranobriceuuti
dalloro. E dieci mila marchi di quella preda furono applicati alla incominciata -
fabbrica del porto nomata la Darsina; ma accioche non paresſe, -
che cedeſſerò a nimici in coſa veruna; e accioche gli animi loro non
gonfiassero, perche hauessero combattuto la terra d'Algero, e Genouesi
tossero stati a vedere, e non hauessero hauuto ardimento di darle soccor
sozarmarono incontanente altrettante galee, quante eranole Pisane, che
tutte. andarono di lor volontà, fuor chę quattrò, che erano pagate, delle
quali fù Ammiraglio Corrado d'Onia figliuolo d'Vberto il Capitano. Sopra -
quest armata montò tutto lfiore, el nerbo della città, tanto de nobili, -
quantò del popolo, ed erano tutti vestiti a diuerse liuree di drappo di seta, -
edi drappi d'oro. La quale partendo del porto alli ventisette di Giugno -
s'indirizzò verſo Porto Piſano, e dimorata alcuni giorni ſopra lancore -
alla Meloria; e spugnata, e abbattuta la torre, come intese, che larmata -
Pisana ritornando di Sardigna s'era ritirata nel porto nomato pgg
Feleſi preſſo a Piombino,s'inuiò là; ma trouò, che i Piſani haueuanò chiuso -
la bocca del porto con forti, e grossi ripari; si che i Genouesi non poteuano -
entrarui in verun modo, e venire alle mani co nimici; onde vi poſero -
l'assedio. Mentre che Corradó era quiui occupato, quindici galee Piſane, -
che nella rotta pochi giorni auanti riceuuta dallo Spinola erano
ſcampate fuggendo; e s'erano ritirate nel porto di Callari, ſenza ſapei
nulla dell'armata Genouese, e delle cose, che si faceuano a Piombino, apparuero -