Libro Quarto.
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mente da tanti fuorusciti principali cittadini, che dauano loro speranza
di miglior fortuna, e in oltre stimolata dalla fame, e dalla mancanza
delle vettouaglie? Ma dato che non segua niuna di queste cose; che il
nimico di certo era per tentare la terza, accioche non paresse che hauèsse
fatto tanti preparamenti senz' alcuna cagione; chi dunque dubitaua, che
egli non fosse per andare per la diritta a Sauona con le genti di terra, e di
mare, ouero nel primo arriuo tagliare a pezzi l'esercito Genouese tanto
minore di numero al suo, ò almeno circondarlo d'ogn'intorno, e chiuden
dolo con la città di Sauona, e quasi intorniandolo da vna banda con l'armata, -
e dall'altra con l'esercito di terra, non sia per porgli l'assedio? il quale -
essendogli tolta ogni facoltà di scampare , e tagliata ogni speranza di
soccorso, e di vettouaglie, vinto dalla fame, sia sforzato incontanente ren
der se, e l'arme al nimico, portando pericolo d'esser condotto in misera
seruitù: percioche non è da credere, che la bestiale crudeltà di Federigo
habbia da eſſere più mansueta verso di loro, che ſi foſse ſtata a ſagri Prelati. -
Che si doueua dunque obbedire alla necessità , e cedere a tempi , e
leuando le genti dall'aſsedio di Sauona richiamarle nella città, e metter
tutte le forze della diligenza, e dell'industria in armare, e mettere in punto -
maggior armata, che fosse loro possibile, e ritornare a far la guerra per
mare, nella quale essi erano inuitti, ne cedeuano punto a Federigo, e a Pisani: -
altramente, che quella guerra incominciata per temerità d'un huomo -
con dolorosa sconfitta nauale, era per terminarsi con molto dolorosa
perdita di terra per ostinazione di tutta la città. Questo parere fù approuato -
dalla più parte; e'l Podeſtà diede auuiso al magistrato Genouese
della risoluzione fatta, il quale mise ogni diligenza in far prouuisione di
grani , e d'altre vettouaglie necessarie. Ma il Podestà risoluto di tentare
Sauona con dargli l'ultimo assalto, mettendo insieme tutte le forze, alli
venti di Marzo diede l'assalto alla città, e l'impresa riusci vana, che i cittadini, -
e soldati della guardia si difesero francamente. Il di seguente sciol
to l'assedio, che era durato poco più d'un mese, se ne ritornò a Genoua
con tutte le genti : doue non trouò le cose molto quiete ; perche gli animi
della plebe, e de cittadini di bassa condizione eranò sdegnati contra la
nobiltà, per la cui colpa diceuano indugiarsi già tanti anni a dare à Sauoneſi -
il meritato gaſtigo della ribellione, e che i nobili non voleuano recuperare -
Sauona: in questo modo erano stati tirati contra lor voglia ad
accostare l'esercito alle mura dalle lettere del Marchese di Monferrato,
che quasi rinfacciaua loro la viltà, cosi sotto le mura di quella città non
haueuano mai tentatò la fortuna della battaglia; ma senza sperimentare
alcuna cosa, haueuano consumato il tempo in ozio, che se da principio
gli hauessero dato vn gagliardo aſsalto, harebbono ſenza dubio preſo nel
primo impeto quella città, chè non era molto ben fortificata, ne fornita
di sufficiente presidio: cosi essere stato dal Carretto messo il soccorso den
trò alla città, facendo essi sembiante di non vedere, il quale harebbono
potuto senz' alcuna difficoltà rimuouere dalla città d'ogn'intorno cinta di
baſtioni. Che i nobili non voleuano finire la guerra, la quale era loro vtile, -
e commoda in molte maniere: percioche essi erano ne gouerni, ne capitanati, -
e ne gli vffici: a loro trouauano gli onori, e guadagni, a gli altri