Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Istorie  di  Genoua,
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che  ſuegliarono  i  Consoli  a  uſare  diligenza  di  rimettere  in  ordine  la  milizia -
  di  terra,  che  già  vn  pezzo  in  Genoua  s'era  intralaſciata;  ſi  che  ordinarono -
  cento  huomini  d'arme  per  oſtare  a  ſubiti  mouimenti  de  nimici,  e
con  questi,  e  insieme  con  buon  numero  di  fanti  vsci  della  città  Ingone  di
Fleſſa  vno  de  Consoli  ,  e  fabbricò  la  rocca  di  Montelione  nel  contado  di
Moneglia,  acciò  seruisse  per  frontiera  contra  gli  assalti  de  nimici.  Quietate -
  le  coſe  di  terra,  i  Genouesi  riuoltarono  il  pensiero  a  quelle  di  mare  ,  e  fecero -
  quell'anno  due  spedizioni;  la  prima  fù  d'otto  galee  sotto  la  condotta
di  Lanfranco  Alberici,  il  quale  attese  a  ſtabilire  le  coſe  di  Sardigna,  e  a  tenere -
  i  giudici  in  vfficio,  e  in  fede  verso'l  popolo  Genouese;  la  ſeconda  guidata -
  da  Ingone  di  Flessa,  e  da  Ottone  Caffaro  non  si  dice  hauer  fatto  cosa
di  momento,  perche  non  incontrarono  mai  alcun  legno  Piſano.  I  Maleſpi
ni  quell'anno  presero  di  nuouo  l'arme,  e  assalirono  la  rocca  di  Montelione
edificata  quell'anno  medesimo,  e  contra  di  essi  vſci  della  città  vno  squa¬Diciò -
  sif
drone  eletto  di  trecento  ſessanta  caualli,  e  vna  schiera  di  mille  cinquecen
mention
più  distin
to  fanti;onde  à  Maleſpini  non  baſtò  l'animo  d'aspettare  queste  genti,  ma
tamete  ir
un  libro
moſso  il  campo  ſe  ne  tornarono  nel  paeſe  loro.  Ma  i  Genouesi  ſeguitarod'atti -
  pu
blici,  chesi  no  d'andare  mnanzi,  e  aſſalirono  il  caſtello  di  Paſſano,  il  cui  popolo  à
conserua
persuasione  de'  Maleſpini  s'  era  ribellato  da  Genouesi,  e  lo  combatterono
nell'archiuio -
  della
otto  di,  e  lo  prefero,  e  diſtruſſero.  Gli  annali  dicono,  che  quest  anno  furo¬Republic -

no  fatte  pagare  à  cittadini  due  grauezze,  all'entrata  del  consolato  tre  danari -
  per  lira,  e  all'uſcita  noue,  tutto  che  fosse  stato  costume  per  il  passato,
che  non  passaſſero  ſei  danari  per  lira.  L'anno  che  segue  settantesimo  quar
1174  to  di  quel  ſecolo  fù  notabile  per  la  pace  fatta  con  Guglielmo  Re  di  Cici
lia,  e  per  esſersi  poſto  fine  all'antiche  differenze  con  grande  vtilità  del  publico: -
  e  per  queſta  cagione  Ottobuono  de  gli  Alberici  vno  de  Consoli  fu
mandato  quell'anno  due  volte  ambasciadore  à  quel  Re.  Si  fece  anche
pace  co  Maleſpini;  el  Marcheſe  Obizo,  e  Moruello  suo  figliuolo  furono
dalla  Republica  presi  in  protezzione,  la  quale  comperò  da  loro  la  rocca
di  Pietra  coperta,  e'l  poggio  di  Lerici,  e  subitamente  fece  spianare  amen
due  quelle  fortezze,  &  a  giurar  quella  pace  interuenero  fra  gl'altri  Guglielmo -
  Fornaro,  e  Martino  Guaſtauino.  Lanno  ſettantesimo  quinto  di
117)
quel  secolo  fu  molto  lieto  alla  città,  perche  finalmente  si  condusse  à  fine
la  coſa  ſpeſſe  volte  tentata  in  vano,  perche  per  auttorità  di  Federigo  Im
peradore,  e  con  la  preſenza  di  lui,  che  chiamo  a  ſe  in  Pauia  gli  ambasciadori -
  di  quei  popoli,  fu  alla  fine  conchiuſa  la  pace  fra  Genouesi;  Pisani,
Fiorentini,  e  Lucchesi,  la  quale  fù  molto  onorata  al  nome  Genouese,  perche -
  fra  le  condizioni  della  pace  fù,  che  la  metà  della  Sardigna,  che  era
ſtata  cagione  di  far  prendere  l'armera  quei  popoli,  fosse  de  Genouesi,  e
l'Imperadore;  come  ſourano  Signore  la  confermò  loro,  e  cosi  fù  poſto  fine -
  alla  noioſa  guerra;  che  s'era  fatta  molt  anni  fra  quei  due  popoli,  più
toſto  in  guisa  di  latrocinio,  che  di  giusta  guerra;  perche  sempre  atteserora
farſi  lun  l'altro  vicendeuoli,  e  piccioli  danni,  e  non  vennero  mai  a  batta
glia,  e  a  bandiere  ſpiegate,  ne  fù  mai  tentata  la  fortuna  d'unà  zuffa  géne¬1176 -

rale.  Ne  gli  vndici  anni  ſeguenti  non  ſegui  coſa  memorabile,  fe  non  che
117
fù  fatta  amicizia,  e  accordo  con  Saladino  Soldano  dell'Egitto  con  que¬117. -

ſte  condizioni,  che  egli  non  mouesse  l'arme  contra  Genouesi,  ne  molestasse -
  le
            
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