Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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Delllſtorie  di  Genoua,
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vn'altra  de  Rapallini  preſe  vna  galea  Piſana,  e  poco  dipoi  fatta  compa
gnia  con  due  galee  di  Porto  Venere,  e  vna  de  Vernazzesi,  vna  de  Sestrini,
e  tre  de  Rapallini  fece  tutta  quella  state  graui  danni  a  Pisani,  e  Consoli  fe
cero  vna  terza  iſpedizione  con  mandare  contra  medeſimi  perpetui  nimici
otto  galee  armate  dalle  otto  contrade  della  città,  le  quali  venute  alle  mani
con  l'armata  Pisana,  presero  vna  loro  galea,  e  l'altre  posero  in  fuga.  Era  ac
cesa  in  quel  tempo  grandemente  la  guerra  tra  Pisani,e  Lucchesi,  e  le  genti  loro -
  vennero  à  giomata,  ed  essendoui  molti  morti  da  ogni  parte,  i  Pisani  finalmente -
  furono  vincitori,  e  sentendo,  che  in  Genoua  si  faceua  preparamento -
  per  racquistare  a  Lucchesi  la  fortezza  di  Motrone  posta  su  la  marina, -
  la  ſpianarono  da  fondamenti.  Questo  anno  fù  notabile  per  l'onorata
ambasceria  mandata  dall'Imperador  Greco,  perche  due  suoi  ambasciado
ri  essendo,  dimorati  certo  tempo  in  corte  del  Papa,  se  ne  vennerd  poi  a  Genoua -
  ſopra  le  galee  mandate  da  Consoli  a  loro  richiesta,  e  furono  accolti
onorata  mente,  ma  non  ſi  conchiuſe  con  loro  coſa  veruna;  perche  i  Genouesi -
  non  vollero  riceuere  cinquanta  sei  mila  perperi,  de  quali  l'Imperadore -
  pepl'accordo  fatto  a  gli  anni  passati  era  debitore  alla  città,  che  i  Conso
li  furonq  auuertiti  da  Amico  di  Morta,  ritornato  ambasciadore  di  Gostantinopoli, -
  che  gli  amba  ſciadori  Greci  vſciuano  de  termini  delle  commessioni -
  del  lor  Prencipe,  onde  il  medesimo  Amico  fù  rimandato  a  Gostantinopoli, -
  sperando  i  Genouesi,  che  per  mezzo  ſuo  si  douesse  meglio  intendere -
  la  verità  del  fatto,  e  che  gli  accordi,  che  si  facessero  douessero  essere  più
ſtabili.  Nel  medeſimo  anno  ritornò  Ottone  Caffaro  dalla  ſua  legazione
del  Morrocco,  la  quale  non  fù  del  tutto  inutile  alla  Republica;  perche  ottenne -
  da  quel  Re  molte  coſe,  per  le  quali  era  andato;  in  tanto  lontane  prouincie -
  s'estendeuano  le  cure  de  Genouesi.  L'anno  seguente  settantesimo
primo  di  quel  secolo,  furono  mandati  a  Lucchesi  gagliardi  soccorsi  per
terra,  accioche  continouando  essi  far  crudel  guerra  a  Pisani,  riuoltassero -
  i  pensieri  di  essi  dall'offesode  Genouesi  à  difendere  le  cose  loro  ,  e  non
trala  ſciando  alcuna  via  di  moleſtargli,  perche  i  Piſani  haueuano  disfatto
la  torre  di  Motrone,  la  quale  non  poteuano  tenère  contra  la  voglia  de
nimici,  i  Genoueſi,  e  Luccheſi  a  ſpeſe  communi  fecero  vn'  altra  torre  nelle -
  paludi  marittime,  dentro  à  confini  de  Piſani,  in  vn  luogo  nomato  Viaregia. -
  Nel  medeſimo  anno  due  galee  de  Rapallini  fecero  graui  danni  a
Piſani.  Venne  quell'anno  a  Genoua  Criſtiano  Arciuescouo  di  Maganza
Cancelliere  d'Alemagna,  Luogotenente  di  Cesare  per  tutta  l'Italia,  il  quale -
  riceuuto  orreuolmente  da  Genoueſi,  fù  condotto  ſaluo  a  Lucca  mal
grado  de  Lombardi,  che  quasi  tutti  in  quel  tempo  s'eranno  ribellati  da
Ceſare,  di  che  essi  preſero  tale  ſdegno,  che  fecero  crudele  risoluzione  di
proibire  a  Genouesi  le  vettouaglie,  e  fargli  morire  di  fame;  onde  fù  in  Genoua -
  cosi  grande  ſcarsità  di  vettouaglie,  che  la  mina  del  grano  montò
insino  a  dieci  ſcudi  d'oro.  Quell'ano  ancora  Barissone  Re  di  Sardigna,  che
era  stato  ott  anni  a  Genoua,  come  in  prigione,  fù  finalmente  condotto  in  Sai
digna  da  Ottone  Caffaro  con  4.  galee  Genouesi,  e  fù  peronoranza  accom
pagnato  da  gran  moltitudine  di  principali  cittadini.  L'anno  seguente  settanteſimo -
  ſecondo  di  quel  secolo  i  Consoli  mandarono  ambasciadori  a  Sie
na,  doue  era  l'Arciuescouo  Luogotenente  dell'Imperadore,  e  doue  s'erano
ragunati
            
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