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QUARTA
tico le due figure in marmo della Fortezza e
dell' Unione, comechè il suddetto scrittore non
ne tenga parola. La prima è di Francesco Ravaschio, -
la seconda di Nicolò Traverso, e lo stile
dell'una e dell' altra è tanto conforme che lascia -
appena ai più esperti il distinguer l’opera
de’ due colleghi. Tornavano entrambi da Roma.
fautori degli stessi principii, quasi eguali in ingegno, -
muniti d’ un profondo studio sugli esemplari -
dell’ antichità, e quel ch’ è molto, stretti in
amichevole, gara per promuovere in patria le
nuove massime, e disperderne de' manieristi fino
all' ultima traccia. Queste sculture si computan
fra i primi saggi ; e alla nobiltà delle pose, alla
ragionevolezza e all eleganza del piegare, s’ accoppia -
quiví certa robustezza e risoluzione giovanile, -
che se a’ due artisti restò da migliorare
in semplicità e grazia, mal poterono avvantaggiarsi -
di grandiosità e di forza.
Convien proseguire la descrizione del palazzo
con nuove lodi al Tagliafichi. Oltre la costruzione -
della scala, gli si debbono i restauri sia
del vestibolo, sia de’ locali superiori, la distribuzione -
delle belle plastiche che ad ogni tratto
allegrano le pareti ; a dir breve, quanti sono
lavori di decorazione e di sistemazione per servirci -
di parole dell' arte. All' ingresso degli appartamenti -
si giunge colla vista d' un ricco pe¬