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contemporanci, e che potè forse essere istillato in
lui dall’ amicizia che contrasse co Piola. Al Paolo Girolamo -
si strinse di tai legami, che l’uno in iscultura, -
l’ altro in pittura paion meglio fratelli che non
emuli d’ uno stile. Morto l’ amico nel 1724, in men
d’un anno lo segui per corruccio al sepolcro. Francesco, -
il minor fratello, fu sollecito di veder Roma
ov’ entrò nello studio del Rusconi. Tornato in patria
in capo a cinque anni, mise il colmo alle stravaganze
e ai capricci, imitando perdutamente il maestro, ripetendone -
i modelli, e peggiorandone i difetti. Fu applaudito -
in un secolo che ponea ogni merito nel rafsinamento -
della meccanica; laonde in Genova son molte
le sue opere, nelle quali si direbbe ultimo per ciò
ch’ è correttezza, e primo in linea d’ esecutore. Dopo
la morte di lui, accaduta nel 1765, continuarono per
poco in quel falso stile alcuni allievi, come un Carlo
Cacciatori da Carrara, e due Manteri di nome Bernardo. -
— Della discendenza de’ Parodi restava unico
Pasquale Bocciardo iniziato all’ arte dal Ponsonelli.
Come in città straniera fece onore alla scuola di Filippo -
Parodi quell’ Angiolo De-Rossi che nominammo
più sopra, cosi a quella di Bernardo Schiaffino un
Francesco Queiroli, seultor diligente e grazioso, che
in Roma da Benedetto XIV ebbe onorevoli commissioni
e titolo di cavaliere, e mori in Napoli nel 1762 con
fama d’ eccellente.
In tanto obblio delle buone massime, parve presagio
di migliori destini la fondazione dell' Accademia ligustica. -
Il germe d’un felice rivolgimento andava nutrendosi -
nella scuola medesima del secondo Schiaffino