LXII.
II. SCULTURA.
Anzichè descrivere scuole di scultura in Genová,
dobbianio procedere per caratteri ed epoche, giacchè.
gli artisti anteriori al xvi secolo son molti ma oscuri
i più recenti in gran parte stranieri.
Trovansi in Genova, come, in molte altre città d'Italia, -
monumenti d’ antica scultura. I molti sarcofaglii
e bassirilievi romani che si veggono sul prospetto del
Duomo, e in altri luoghi della città e della provincia, -
mostrano apertamente che l' arte si esercitava tra
noi ne’ secoli dell' impero, comunque altri possa credere -
che molti di questi marmi fossero recati a Genova -
da.lontane conquiste sull' esempio de' pisani e
de’ veneti. Abbiam penuria ma non assoluta mancanza
d'urne cinerarie, le quali, per ciò ch' è d’epoche,.
si debbona unire ai suddetti sarcofaghi ; e non è da
supporre che mentre ogni municipio latino sentiva il
bisogno, di ornare co’ marmi la memoria degli estinti,
e di raccoglierue in decorosa urna le ceneri, Genova
sola non ignobil colonia dell’ impero fosse cieca all’esempio. -
Non è improbabile che verso il 1000 alcuno de
greci scultori sparsi nella nostra penisola maneggiasse
scalpello in Genova. Ma ci è forza arguirlo dallo stile,
giacchè memorie non ne rimángono, il che ci apprestiamo -
a porre sott’ esame nei principii dell’ opera ove
si parla della Cattedrale. Un saggio di quello stile bizantino, -
che ritenné dopo Costantino un’ impronta del
romano stile esiste in Genova fin dal 1098 nell'ur¬