PRIMIA
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pago chi riguarda ; l'opera di Luca può noverarsi -
tra le buone ; l'altra è parto infelice degli
ultimi sforzi di quelle scuole, luminose ne' suoi
principii, disgraziate nella loro posterità. E facilmente -
m’ induco a credere che da questi tralignati -
pittori fossero eseguiti i quattro patriarchi -
negli spazi dell’ arco attiguo, che non ostanti
i moderni ristori, mostrano a prima giunta i
caratteri di quel tempo e di quella scuola.
Spesse volte la noncuranza o la poca intelligenza -
meglio custodiscono i dipinti, che non la
cognizione del buono che si possiede. Questa
chiesa, la quale ha perduto un quadro di Franceśco -
Spezzino, l’unico che in essa notassero le
guide e i biografi (giacché quelli che accennammo -
paiono acquisti posteriori ) conserva tuttora
parecchie tavoline d’antica scuola genovese, degne -
d’esser riposte in pubblica accademia o galleria -
a documento di storia artistica. Una di queste -
col Santo titolare è locata sui gradini dell’altare -
a destra, ed è certo fattura de primordii
del quattrocento se pur non risale al precedente
secolo. E poco ad essa posteriori deon esser le
altre ch’ io vidi nel picciol coro a tergo dell' altar -
maggiore, e com’essa dipinte sovra campi dorati, -
ma fregiate all’ intorno di vaghi intagli sullo
stile teutonico dominante ancora a quell’ epoche.
In sei tavole son comprese otto figure di santi,