Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

PRIMO. 
Dapoi conoscere e dibisogno la ragione ciuile in quanto e necesria à ipareti de gli edifici communiallo soatio del 
gronde, deitett, &ellechianuiche, & ei lum, & nechora dei condortidelacque &am; lire simiglanti cose haue 
bilogna conoscimento, acioche siguardino prima, che comincino dinon mettere in litei padri di famislia, dipo 
che haueranno l'opere consumate & cio, che nel fare de patti con prudenza prouedino, & chitoglie, & et 
da a pigione perche se il patto sarda ben fatt, & hiaro, auuera, che quello da questo, & uesto da quellosipotra 
senza fraude liberare. 
Lui Vir. diehiara quelloche eglidise di sopra apartenere alla fdelta, apgistiti el Architeto, dico adlunque che quel parte di rilolo 
sia, che ci da la regola del ben uiuere, trata di diuerse maniere diben, tra quali la uirti de costumi, posta nella parte ragioneuole, o uero 
in quela ehealler gione ubiaisce. In questa parte d Fulosofasitrata de gkaffti humani, dele potenge delkanina, rellegn 
li sono glaf- 
fetti, de gli habiti di quelle potenxe, sieno queglieccesi, o mancamenti, o medocritati: trattasi ancho dellarbitrio, dellaelet 
one, del con¬ 10 
ippetito, in cuie la cupidigia, Fir, amp; lauogla: tratasi dellecose, che uoglono alle uirtutiasimielia 
si, ò uero, che di quelle 
py sono, per le quali cose thuomoe basteuole à se stesse: dapoi riguarda u prosmo sao come parte di sa sa 
iglia, & come parte di 
suo uniuer sal gouerno, amp; nella famiglia ritroua lufcio del Patrone, & del seruo, dela Mo 
glie, & del Marito, del Padre, & del 
acquista, dispensa, usa, & adorna il tutto, ma nella ciuile, & publica amministratione conte 
enuta da un solo, o da grandi, on da m 
getnoregenento eisegiesereined rgone isaliatinlag eiraene geaneseineanioelentäigie he ien 
mei. Denle lepef. o Capi, i Magistrati, i Sacerdot, i Senatori, i Giudici, ne iqui 
uali ha fondamento la ragion ciuile, perciò, che 
& le essec 
tutioni, perche altro non è ragion ciuile, che quella che, 
e fatta da ciascuna Citta secondo il fine del propi 
gouerno. La som 
di questa ragione e racolta ne i libri delle Pandette, che cosi chiamate sono 
„perche raccolgono tutte le parti della ra 
imo titolo si ragunano i Principi 
otto il secondo i Giudicij, sotto il terzo le Cose, sotto il quarto le Hypotec. 
nti con le cose à quelli appartene 
otto il sesto uarij Titoli delle Possessioni de i beni cogniti; i danni, le fabri¬ 20 
che rouinate 
, le insidie di quelle, la legge delle grond¬ 
le, & dell acqua piouana, parte all' Architetto necessaria, 
7 finalmente sono altri cat 
che lungo sa 
tominarli. Nell'ultimò titolo 
sono le stipulationi, icontratti, imalleuadori, Popere 
che, i mercati, i censi, &a 
tre cose ne i 
igrandi uolumi de Legisti comprese, delle quali secondo il bisogno esser ne deue l'Architetto am 
naestrato, come di cose pertinenti 
al uuuer in pace, & senza litigio. Ma piu alto salire, è, necessar 
rio per bene de gl'Huomini, & però dice Vitr. 
Dalla Astrologia ueramente si conosce il l:euante, il Ponente, il Meriggie, & il Settentrione, & la ragione del Cielo lo 
Equinottio, il Solestitio, icorsi delle Stelle, la notitia delle quai cose chi non ha, non può sapere la ragione de gli 
Horolo 
Vna delle parti principali del Architettura e come si uede al terzo cap. del Primo Libro, circa l'ombre causate dal Sole, & da gli stili necessa¬ 
ri à fare gl' Horologij da Sole, di questa cog 
itione è ripieno con marauigliosa dottrina il Nono Libro di Vitr. nel quale si uede ancho l'altra 
parte dell' Astrologia, che considera le eleuat 
inuentione dell Astrolabio 
oni, & le distantie de i Pianeti, & delle Stelle, alle quali a 
come si dirà poi. Quanto ueramente appartiene¬ 
illa parte, che da gl'ascendenti nel nascer nostro comprende i sugcessi delle future cos 
niuno uso si troua nell Architettura. 
logliamo cercare alcune occulte qualità de i luoghi, le cognitioni delle quali non ad al¬ 
er. 
porta all Architettura esser curi 
pone lecieo perl. 
inutili (salua 
qui sia fine delle prou 
iostrare tanta diuersità di arti esser necessaria allo Architetto, & però conchiude dall 
oni dell Architettura quale, & 
ominare. 
sendo adunque cosi 
degna disciplina ornata, & copiosa di tante, & si diuerse dottrine, io non penso, che alcunodi 
subito possa ragione uolmente chiamari Architetto, se con questi gradi di scienze à poco à poco salendo sin da i te¬ 
neri anni nodrito della cognitione di uarie sorte di lettei 
te non peruerrà al colmo della Architett 
Quanto uero sia, che lodar non si debbia cosa alcuna, prima che egli dimostrato non si ha¬ 
uello, che ella è, chiara 
anente siuele per lecose 40 
fin' hora dichiarate, perciò che niuno hauerebbe degnamente potuto lo¬ 
fe l'Architet 
ixa la cognitione della natura, & delle propieta 
che le conuengono, & se scioccamente egli posto s'hauesse à lodarla, 
non hauerebbe, poi non gli sarebbe stato creduto, & fi 
nalmeute costretto à renderne ragione fuggito sarebbe, o uero à se 
e stesso contradetto hauria, & in questo caso con gli ignoranti al pari sareb 
e stato. Ma prouiamo noi se con ragione possiamo lodare l'Arcl 
hitettura, si ueramente, & prino quanto alla cognitione, 
poi quanto al 
operationi, perche nel conoscimento, &em; 
nel giudicio ella può essere con la Sapienza, & con la prudenza, meritamente para¬ 
gonata, & pe 
eroica Virtu 
l'operare tra le arti come 
taramente rilice. Mirabil eosa il potere aeomine benefeio raunare gkbuominirog 
ridurre al culto, & alla di 
iplina, sicuri, & tranquilli nelle Cittàâ, & nelle fortezze: poi con maggior uiolenza fatta alla natur 
Rupi, forare i Monti, empire le Valli, seccare le Paludi, fabri 
re le Naui, drizzar i Fiumi, munirei 
gettare i Ponti, & superar l. 
stessa Natura, in quelle cose, che noi uinti siamo leuando pesi in 
ensi, & satisfacendo in parte al desiderio inn 
lato della Eterniti, dilettando 
no fabrica, & molto piu chi fabrica, ornando i Regni, le Prouincie, il Mondo, per ilche si può dire di essa, che molto piu si puote con kani 
pensarne, che con la penna scriuerne, ò con la lingua ragionarne; Ma perche alcuno piu oltre non sapendo può dinanxi à glocchi l'in¬ 
finito, & l'impossibile propor 
ji, argumentando che non cape in animo Humano tanta cognitione, & uarietâ di Scienze, però Vitr. ci dimo¬ 
stra in che modo, & insino à che termine bisogna hauer le predette Scienze, & dice. 
la forse à gli imperiti puo impos sibil cosa parere, che la Natura 
a apprenda, & s'arricordi tanto numero di dottrine. 
a è la dubitatione fondata nel potere della Natura Humana come impoten 
nte à riceuere tanta uarietà di dottrine, scioglie la predetta dubita 
hie Vitr. in questo mod 
Ma quando auuertiran 
bene, che tutte le dottrine, & discipline tra se tengono una certa raccommunanza, & cogni¬ 
tione, uedranno quello, che io dico potere auuenire, per cio che tutto quello, che s'impara à guisa di corpo di tai 
membri composto in se stesso si raggira, & però chi da i primi anni in uarij ammaestramenti si essercita, riconosce 
in tutte sorti di lettere i segni medesimi, & la raccomunanza uede delle discipline, & per quella sono atti, ad appren 6o 
dere ogni co 
Diceud il dubbio, o uero la obiettione quello effetto essere impossibile, di cui la cagione è impossibile, & però non poter l'Huomo apprender tan 
te arti percio, che la cagione di apprenderle era impossibile: la cagione era la uirtu dell anima insufficiente 
7 incapace. Risponde Viti 
adornato sia di uariè dottri 
& dice argomentando, che possibile è quello effetto, il modo del quale è possibile, però è possibille che l'Huo¬ 
e, perciò che il modo è pos 
Jibile. Il modo ueramente è che hauendo le Scienz 
iro l'una nel¬ 
erta raccomunanza tra loro, & quasi in gi¬ 
altra mouendosi per alcune simiglianze di co 
liglianza, & 
nincia, & s'affatica riconoscere la di 
ose, non è impossibile à chi per ten 
fare di piu cose simiglianti lo stesso giuditio, em 
uendo noi quanto ci 
uò essere un termine, & una sobrieta (diro cosi) di sapere, o 
a, possiamo commodamente seruirci. Ve 
itto per essempio quello, che hora s'è detto 
ntanto Vitr. ripi 
Pythio Architetto, 
quale haueua oppinione, che l'Architetto 
stesse meglio in ogni arte partitamente, che i pro¬ 
irtefici, dice adunque 
Et però Pythio uno de glantich 
ce il Tempio di 
Minerua, dice ne i 70 
ii Architetti, quello che in Pirene si nobilmente 
suoi Commentarij, che l'Architetto piu de 
eue potere operare in tutte l'arti 
& dottrine, che quelli, iquali ciascuna co¬ 
sa con loro industria, & essercitio hanno al sommo della eccellenza, cond¬ 
ipposta la riprensione di Pythio, argomenta contra di esso con uarie ragion 
& prama dalla esperienza, dicendo. 
uesto con effetto non si uede, perche non deue, ne può lo Ar 
itetto essere come Aristarcho perito della Gram¬ 
matica, ma bene non senza letteratura, ne come Aristoxeno Musico, ma non lontano dalla Musica; ne Pittore co¬ 
me Appelle, pure habbia dissegno, ne qual Mirone Statuario, ò Policleto lauoratore di Stucchi, ma non ignorante 
di taParte
	        
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