Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

PROEMIO. 
ch ella giudica Popere d'ogni arte, bisogna che lo Architetto sia in tal modo formato, che egli poßa far Pufficio del giudicare; & però direi 
egli sia di natura perspicace, & docile, cioè che dimostratagli una cosa disubito egli l'ap¬ 
te cose gli sono neceßarie. Prima che e 
che le infrascrit 
oua, et impara, non è però senza lode chiunche presto s'ammaestra da altri, come è d'in¬ 
he di natura Diuina è colui, che da si 
pprende le cose. Quelle buone conditioni sono da Vitr. in queste parole comprese. 
nditione, chi ne da se stesso, ne per opera de Maestri ap 
pare nell'una & nell'altra parte esser debbia essercitato. 
sione d'Archite 
Onde auuiene che chi fa pi 
lificante, poi se 
ignificata, & nell 
Cioe nella cosa 
1, perche ne l'ingegno senza l'ammaestramento, nell'ammaestramen¬ 
oso, & docile bisogna che e 
Doue, & in 
ar l'huomo eccellente. 
enza l'ingegno puo f. 
ione che fa l'huomo da se, & alla dottrina, che egli impara da altri, rare uolte auuiene che uno sia inuentore, 
& alla inuenti 
ttore d'un'arte, cioè che ritroui, & riduca à perfettione tutto il corpo dun'arte, pero ben dice Vitr. 
gegno l'ammaestramento, ne senza lammaestramento l'ingegno fa lhuomo eccellente. 
litione dell' Architetto, è la educatione, & lo essercitio dai primi anni fatto nelle prime scienze. Prime chiamo la Geometria. 
l'Arithmetica, & l'altre Mathemattice. Queste hebbe Vitr. per opera de suoi progenitori, come egli confessa nel proemiodel Sesto libro al 
luogo di sopra citato nella uita sua. 
La terza conditione è l'hauer udito, & letto i piu eccellenti, & rari huomini, & scrittori, come fece Vitr. ilquale attesta nel proemio del se¬ 
condo libro quello ch'io dico dicendo 
Et seguitando esporrò glingres si dell'antica Natura, & di quegli che i principij del consortio humano, & le belle, & fon¬ 
date inuentioni con gli scritti, & regole dedicarono, & pero come io ne sono da quelli ammaestrato dimostrerò. 
Et questo è quanto a gli scrittori, & alla lettione de buoni: ma quanto à i presenti, & allaudito dice nel proemio del Sesto libro hauere hauu¬ 
to otti mi precettori. 
rta conditione è la tolleranza delle fatiche, & il continuo penstero, & ragionamento delle cose pertinenti all' Arti, difficilmente si tro¬ 
gegno eleuato, & mansueto Vitr. hebbe acuto ingegno, & sofferente però dice. 
andomi delle cose pertinenti al parlare, & alle Arti, & delle scritture de commentarij. Io ho acquistato con 
no quelle possessioni, dallequali ne uiene questa somma di tutti i frutti, 
io non ho piu alcuna necessità, 
& che io stimo quella esser la propietà delle richezze di disiderare niente piu. 
La Quinta conditione è non disiderare niente altrò che la ueritâ, ne altro hauere dinanzi à gliocchi, & per meglio consequirla, euui. 
La Sesta conditione, che consiste nell'hauere una uia ragioneuole di ritrouare il uero, & quella uia po¬ 
ci giouarebbe senza. 
glhauesse la regola di trouarlo, e 
applicatione. Che Vitr. fusse studioso del uero, e 
La Settima, che è posta in saper usar la detta uia, et nell'¬ 
ignificar le cose, nel dar forma, & perfei 
finalmente sapesse usare la detta regola, molto bene appare nel suo procedere ordinatamente, nel si 
pra, cioè dalla diffinitione dell' Architettura, 
à tutto il corpo dell' Architettura. Le sette conditioni soprodette nascono da i principij detti di so 
& dal suo nascimento, come si puo considerando uedere. Ma noi à Vitr. ilquale narra quante cose bisognano, & quali, & perche cagic 
ne, & à che modo. 
rito sia dell'arte del misurare, non ignorante della prospetti¬ 
prpresso bisogna, che egli sia letterato. habbia dissegno, pe¬ 
historie, udito habbia con diligenza i Filososi: di Musica; di Medicina del 
metica, conosca molue 
asulti, sia intelligente; & finalmente rozzo non sia nel conoscer la ragione del Cielo, 
Lese etep  d luiset 
Poi che Vitr. per formare l'Architetto ha detto quante, & quali cose siano necessarie dice. 
he cosi bisogno sia, questa è la ragione. 
conto, & prima dice. 
mente di ciascuna seguitando ne rende 
E necessario che lo Architetto habbia cognitione di lettere, acciò che leggendo gli scritti libri. Commentarij nomina¬ 40 
ti, la memoria si faccia piu ferma. 
il giudicare, è, cosa da prudente, la prudenza compara le cose seguite con le instanti, fa stima delle seguenti: le cose seguite per memoria si han 
no, pero è necessario all' ufficio del giudicare, il quale conuiene all' Architetto, hauer memoria ferma delle cose passate, ma la memoria ferma si 
fa per la lettione perche le cose stanno ne gli scritti fermamente, però bisogna, che lo Architetto habbia la prima Arte, detta Cognitione di 
il nome stesso lo dimo¬ 
lettere, cioè del parlare, & dello scriuere drittamente, fermasi adunque la memoria; con la lettione de commentarij 
nte commetta le cose: & è succinta, & breue narratione delle cose, la doue con 
stra, perciò che commentario è detto, come quello ch'alla me¬ 
tte per lamente riuolgere, altrimente male n'hauerebbe dall 
& le cose le 
la breuità souuiene alla memoria, bisogna adunque leggere 
pigri, & negligenti. Vittruuio hebbe co 
egli scritti, si fanno 
e, perciò che gl huomini fidandosi ne 
tione delle lettere, come dice Platone 
ipportate ne i commentari suoi, & forsi di qui 
di lettere grece, & Latine, usò uocaboli creci, & confissa hauer da creci molte belle cose tra 
è nata la difficultà d'intendere Vitr. & la scorrettione de i testi per la ignoranza di molti, che non hanno hauuto lettere crece, in questo mo 
lo io dichiaro hauere cognitione di lettere, perche disotto pare che Vitr. cosi uoglia esponendo cognitione di lettere esser la Grammatica, altri 
stendeno l'Arti scritte, ma io ueggio che l'arti scritte senza grammatica non s'hanno. 
Appresso habbia dissegnò, acciò che con dipinti essempi ogni maniera d'opera, che egli faccia senza fatica formi, & 
Tutte le Mat hematice hanno sotto di se alcune Arti, le quali nate da quelle si danno alla pratica, & all operare, sotto l'Astrologia e la nauiga¬ 
tione, sotto la musica è quellam parte, che in pratica è posta di cantare, & di suonare diuersi strumenti, sotto l'Arithmnetica e l'abbaco, sotto 
la Geometria, e l'Arte di perticare i terreni, & misurare i campi, sono anche altre arti nate da piu d'una delle predette scienze. Vitr. uuole 
agioni delle cose, ma anche gli essercitij & le pratiche da quelle pro 
che non solamente habbiamo quelle prime, & uniuersali, che rendeno 
itica, & la mano pronta à tirar dritte le linee, & uuole, che hab¬ 
cedenti, & però quanto al dissegno uuole, che habbiamo facilita, & 
che altro non e, che certa, & ferma determinatione concetta nella mente, fatta con linee, & anguli approuata 6o 
biamo la ragioue di quel 
prescriuere à gl'edefici atto luogo, certo numero, degno modo, & grato ordine. Questa ragione non seguita la 
dal uero, il cui ufficio è 
axi è l'istessa in ogni materia, perche la ragione del circulo è la medesima nel ferro, nel piombo, in cielo, in terra, & nell Abbis 
materia, an 
ere la peritia de i lineamenti, che Vitr. dice (Peritiam graphidos.) Che è peritia de i lineamenti, che serue a p 
bisogna adur 
ri, à scultori, intagliatori, & simiglianti, la quale alle arti predette in quel modo serue, che le mathematice serueno alla flososa. Que 
4. &i contorni, la grandexxas ha per le squadre, & 
speritia raccoglie la dimensione, & la terminatione delle cose cioè la grandezz¬ 
nento del raggio, & del finitore composto, & da quest 
per le regole, che in piedi, & once distinte sono, il contorno si piglia con uno strun 
strumento si pigliano le comparationi di tutti i membri alla grandezza di tutto il corpo, le differenze, & le conuenienze delle pr¬ 
ggiugne i colori, & ombre: del predetto strumento si dirà al suo luogo, bisogna adunque che l'Architetto hab¬ 70 
stesse, alle quali la pittura ag 
bia dissegno, questo si uede per le cose dette nel quinto libro al sesto cap. della conformatione del Theatro, similmente all'ottauo del detto ii¬ 
irla delle Scene, & al quarto del sesto, & in molti luoghi, doue bisogna hauer pratica del dissegno, & facilita nell operare, 
questa pratica è tolta dalla geometria, come quando accade pigliare una linea a piombo sopra l'altra, formare gli angolt arit¬ 
ti, far le figure di piu lati, trouare il centro di tre punti, & sinil altre cose, che giouano à far le piante, & irileui de i dissegni espedaitamen¬ 
te, & pero dice Vitr. 
L'arte del misurare gioua molto allo Architetto, perche ella insegna l'uso della linea dritta, & della circulare, das che 
poi i dissegni de gli edifidij si fanno ne i piani ageuolmente. & le dritture delle squadre de i liuelli, & de ilineamenti 
si formano espeditamente.
	        
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