Full text: Gallaccini, Teofilo: Trattato sopra gli errori degli architetti

DEGLI ERRORI DEGLI ARCHITETTI lonne del detto Teatro. Per la qual coſa i Templiſono ſtati talvolta detti na-
ſcenti, ſiccome per avventura ſi legge preſſo Marziale nel VI. Lib. degli Epi-
grammi, e ſpezialmente in quello, che dice =

Cenſor maxime, principumque princeps,
Cui tot jam tibi debeat triumphos,
Tot naſcentia Templa, tot renata,
Tot ſpectacula, tot Deos, tot Urbes. Plus debet tibi Roma, (quod pudica eſt.)

Ma queſto coſtume di non porre le baſi alle colonne, ſiccome ſi vede, è ſtato
ſolamente uſato nell’Ordine Dorico, a cui par conveniente, a motivo della ſodez-
za, e della purità ſua; onde crederei, che foſſe errore l’adattarle ad altro Ordi-
ne. O ſon collocati nel difetto de’poſamenti convenevoli, e proporzionati al pe-
ſo, che hanno a reggere, cioè, quando ſono ſcarſi di groſſezza ne’fondamenti,
e per poco avvedimento di chi aſſiſte alla muraglia, o di chi opera per ava-
rizia di chi ſpende, o per l’abbreviamento del fabbricare. Così ancora, quan-
do le parti vicine ai fondamenti ſon troppo ſottili, onde non ſon proporzio-
nate al peſo delle muraglie: e allora ſi fa maggior errore, quando ſopr’eſſe ſi
leva troppo in alto la fabbrica; che bene ſpeſſo minacciano rovina, ond’è neceſ-
ſario, o rifonder le muraglie, o appoggiarvi barbacani, e ſperoni, dove non
baſtano le catene. O finalmente appariſcono manifeſtamente gli errori, quando
ſi fanno le fabbriche ſenza fondamenti, ſiccome ſi vede una Torre in Siena nel
terzo di Camolia ſotto le Cappuccine, detta Torre del Pulcino, della quale fa
menzione Leon Battiſta Alberti. Pel contrario gli errori, che ſon poſti nella ſu-
perfluità, o appartengono all’aggiungimento del numero delle membra non ne-
ceſſarie, e agli adornamenti poſticci, od al moltiplicare i luoghi, e i vani,
quando non biſogna, e più di quello, che ſi richiede; o finalmente apparten-
gono alle groſſezze de’muri, abbondando oltre il biſogno. Ma ne’muramenti,
ſeppur ſi concede l’errore, meglio ſarà permettere, che ſi erri nell’eccedere del-
le groſſezze, che nel diſetto: che quando le groſſezze ſieno ſoverchie, è facil
coſa lo ſcemarle, quando ſia biſogno; e nella maggior groſſezza ſi fa miglior
baſe, e più ſtabile fondamento: ma quando ſon troppo manchevoli, è difficil
coſa l’ingroſſarle, e ſeppure s’ingroſſano, mal ſi collegano. L’ecceſſo delle mem-
bra allora ſuccede, quando ſi fanno alcune membra per ornamento, le quali non
ſono di frutto alcuno, poichè ſenz’eſſe poſſono ornatamente, e comodamente ſta-
re, come ne’compartimenti delle abitazioni ſi fanno alcuni luoghi d’avanzo,
o ſi multiplicano le ſcale, quando baſta una ſola, e quando al più ſe ne fanno
due: ed in ſomma, quando al numero determinato, e conveniente s’aggiungono
altre membra, che non hanno fine alcuno. Come, quando per ornamento d’
alcuno Altare, o delle parti, o d’alcuna fineſtra, ſi faceſſero riſaltare i piedeſtal-
li, le colonne, e le cornici, e ſopra la giunta dalle bande ſi collocaſſ [?] e il fronteſpi-
zio poſato ſopra menſole, onde il detto riſaltamento non ſerviſſe a reggere alcu-
na coſa, come dimoſtrano gli appreſſo eſempj.

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