Full text: Gallaccini, Teofilo: Trattato sopra gli errori degli architetti

93. Porta con Ringhiera ſopra la facciata del Palazzo del Signor Principe Panfilj.

Anche queſ [?] ta porta con ſopra la ringhiera tiene della ſomiglianza con quella del
Principe Altieri poc’anzi oſſervata. Sarà pertanto molto a propoſito il riflettere al
mal uſo oſſervato nel cantonale d’eſſe porte, in cui vien poſta la colonnella in vece
del pilaſtrino. Le noſtre oſſervazioni pertanto in tal particolare comincino dalla fi-
gura delle cartelle laterali alla porta, cioè, quella di maeſtà alta, l’altra di fianco
baſſa, l’una non corriſpondente all’altra, ma diſgiunte. Vero ſi è, che la princi-
pale ſta bene nel ſuo luogo; ma e come mai la ſeconda può accompagnare la pri-
ma, quando queſta nè per la cornice della zanca, dove comincia, nè dove termi-
na, ha la menoma correlazione colla principale, ein oſſervando la ſua figura fa ma-
ravigliarſi della gran diſſonanza delle parti? Venghiamo ora alla ringhiera. Se nell’
altra abbiamo deteſtato il modo così ſconcio di porre la colonnella nel cantonale,
in queſta dobbiamo confermarci vie maggiormente nella noſtra cenſura; poichè vie-
ne anche raddoppiata dalla mezza colonnella, per accompagnar le altre porte fra i
pilaſtrini, le quali in vece di nobilitare, diſdicono per la meſchinità della loro com-
parſa non meno, che pel diſordinato proſilo, che preſenta la sì ſcompoſta figura-
Dove mai cotali Artefici hanno appreſo sì ſtorto penſare? Certamente non mai da-
gli Antichi, che ſono ſtati maiſempre correttiſſimi nel loro operare; ma bensì da
moderni Artefici d’umore ſtravolto, che col diſtinguerſi allo ſpropoſito e capriccio-
ſamente, hanno creduto di ſegnalarſi; ma ſi ſono renduti oggetto di biaſimo a chi-
unque guſta la buona Architettura.

94. Porta del Palazzo della Sapienza di Roma con fineſtra e ringhiera ſopra.

Dopo d’ aver biaſimato le due antecedenti ringhiere, ſi deve far parola anche di
queſta, come per ſigillo, e conferma di quanto ſi è detto per rapporto al reo uſo
tenuto nel cantonale delle medeſime. Anche il preſente eſempio ſervirà per fare in-
tieramente conoſcere, quanto diſdica l’uſo sì ſcorretto e fuori di ragione, praticato
ſoltanto da quegli Architetti, che non intendono il modo, che dee praticarſi nel
giuſto maneggio della nobile Architettura, la quale altro non vuole, nè intende di
volere, ſe non ſe ciò, che ſia ragionevole, e perfetto. Adulterare il buon uſo, e
corromperlo non è ſofferibile. Delle altre ſi è detto ciò che occorreva; ora deeſi ag-
giungere alcuna coſa particolare della preſente. L’Architettura di queſta, sì per la
ringhiera, come pel fronteſpizio, e per le menſole, che adornano la fineſtra, merita
alcuna rifleſſione, per rilevare tutti i difetti, che l’accompagnano. In primo luogo,
e che ſono mai, od a che mai ſervono quelle due orecchie, o cartelle poſte ai fian-
chi della porta in così meſchina forma? Forſe per tenere, o ſerrare il modiglione
della ringhiera, che eſce della cornice di detta porta? Nò certamente, poichè non
ſe gli addice coſa così ſcarſa, e dappoco, ma bensì qualunque altro accompagna-
mento più conſacente, e regolato in retta Architettura. Si oſſervi poi la ſtravagan-
te ringhiera, e foggia sì diſdicevole al vero ſuo eſſere naturale, mentre anche que-
ſta termina colla colonnella in vece di pilaſtrino, ed è anche poſta fuori del vivo
quaſi abbandonata. Queſto pure è operare fuori di ragione: e per meglio rilevare
quanto dico, diaſi un’occhiata al profilo d’eſſa ringhiera, e ſi ſcuoprirà, che tutte
le colonnelle reſtano abbandonate, e prive dei loro pilaſtrini, che uniſcono inſieme,
e adornano; ma quì nel modo, che ſono eſeguite, non hanno alcuna naturalezza,
nè grazia. Similmente quanto alla fineſtra io domando, ſe quei due pendenti, o
menſole, che ſoſtengono il fronteſpizio, poſſano commendarſi? Quanto a me tengo
per falſo tal penſamento, e non mai naturale, poichè ſono sì roverſciate, e peſanti
al di ſotto, che niente più. Le due zanche poi in giro, che rieſcono ſotto il goc-
ciolatojo del fronteſpizio, non ſervono, che ad immeſchinire l’Architettura, non mai
ad ingrandirla. In ſomma ſe vi è nulla di buono, ſono i ſoli quattro modiglioni,
che ſoſtiene queſto pergolato, Tutto il rimanente è deteſtabile, e cattivo.

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