Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO DECIMO. lonche delle ſelue tanto folte che il zolfo eſalando per quei luoghi ſtretti am-
mazzaua gli vccelli, che ui uolauano ſopra. Ceſare tagliate le ſelue fece che di
una aria peſtilente diuenne benigna & amena. Preſſo a Liuorno Caſtello ma-
ritimo di Toſcana erano gli huomini ſempre ne giorni caniculari oppreſſati
da grauiſsime febbre, ma fatto gli Abitanti un muro riſcontro al Mare ſi man-
tennono poi ſani, ma dipoi meſſa l'acqua ne ſoſsi per far l'edifitio piu ſicuro,
ſon tornati di nuouo ad ammalaruiſi; Scriue Varrone che hauendo lo eſſerci-
to preſſo à Corfù & morendoſi quaſi tutto di peſte, ſerrò tutte le fineſtre che
uerſo Auſtro erano aperte, & a queſto modo cãpò lo eſercito. A Murano pati-
ſcono rare uolte di peſte, ſe bẽ Venetia lor città principale ne è moleſtata aſſai,
& grauemente, & penſano che queſto accaggia per la grande abbõdanza delle
fornaci de uetri, percioche egli è coſa manifeſta che l'aria ſi purga marauiglioſa-
mente da fuochi, & chei ueneni habbino in odio il fuoco ne è inditio, che egli
hanno auuertito chei corpi morti de gli animali uelenoſinõ generano uermi-
ni come gli altri, per queſto che la Natura del ueneno è diammazzare, & eſtin-
guere del tutto ogni forza di uita; ma ſe i medeſimi ſono tocchi dalla ſaetta, al-
lhora generano uermi, percioche il ueneno loro è ſpẽto dal fuoco. Et che i uer
mi ſon generati ne corpi morti de gli animali nõ da altro, che da una certa po-
tẽtia ignea della Natura, che muoue queilo humido, che è in quelli, atto à ſpiri
ti uitali, lo ſpegnere de quali ſi aſpetta proprio al ueleno doue egli ſia ſuperio-
re, ma doue egli è ſuperato dal fuoco nõ ui può niente. Se tu ſuerrai herbe uele
noſe, & maſsimo la ſquilla, ti auuerrà che quel cattiuo nutrimẽto della terra ſa-
rà attratto a ſe dalle piãte buone, & preſo tal nutrimẽto ſi guaſteranno. Gioue-
rà piãtare una ſelua, & maſsimo difrutti uerſo i uenti nociui, perche egli impor
ta grãdemente da qual ombra di frondi, o foglie tu riceua l'aria. Dicono che la
ſelua de gli arbori, che fanno la pece, gioua grandemẽte a Tiſici, & à coloro, che
per lunga malattia nõ poſſono rihauere le forze. Ma per il cõtrario quelli albe-
ri, che hanno le foglie amare, percioche elle ne preſtano arie peſtifere. Se alcun
luogo ſarà humidiccio, paludoſo, & pantanoſo, giouerà molto allargarlo, & far
che u'entri aſſai aria, percioche i puzzi & le nociue beſtiuole, che ui naſcono ſi
ſpegneranno preſto per la aridità & per i venti. Appreſſo ad Aleſſandria vi èun
luogo publico nel quale ſi pongono & nõ altroue tutte le brutture, & tutti gli
auanzaticci de pezzami della città, & di già hanno fatto un mõte tãto alto, che
porge molta opportunità à nauigãti per entrare in porto, piu facilmẽte adun-
que i luoghi baſsi & voti mediãte vna legge ſimile ſi riempieranno. A Venetia
(ilche io lodo grandemẽte) a tẽpi mia, cõ i nettamẽti della città hanno amplia-
to infra le Paludi piazze grãdiſsime. Coloro che cultiuano i cãpi preſſo alle Pa-
ludi dello Egitto dice Erodoto, che per fuggire & ſchifare la moleſtia delle zan
zare & delle Moſche, dormono in Torri altiſsime. In Ferrara ſul Pò dentro al-
la terra non ſi veggono troppe zanzare. Ma fuori della città a chi non ui è auez-
zo ſon coſa eſſecrabile, penſano che elle ſi caccino della città per la abbondan-
tia de fuochi & de fummi, la Moſca nõ ſtà volentieri ne all' ombra ne al freddo
ne in luoghi uentoſi, & maſsimo doue le fineſtre ſarãno alte. Sono alcun che di
cono che le Moſche non entrano doue ſia ſotterrata una coda di lupo, & che le

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