Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA la necesſità, & non ſecondo la Maieſtà o le delicatezze. Nella Germania à tempi
di Ceſare ſi haueua auertenza che e' non ſi edificaſſe, & masſimo in villa troppo
accuratamente, accioche di quiui non naſceſſe, intra i cittadini alcuna diſſenſio
ne per il deſiderio di vſurpare le coſe d'altri. Valerio hauendo in Roma vicino
a Monte cauallo, vna altisſima caſa, la disfece per ſchifare & fuggire la inuidia,
& la rimurò giuſo nel piano, ſi che quella buona antichità andò ſeguitando que
ſta modeſtia, & in publico, & priuato, ſino a tanto che gli fù permeſſo ſecondo i
buoni coſtumi. Ma accreſciuto di poi lo Imperio crebbe tanto in la maggior
parte de gl'huomini queſto appetito ſuntuoſo del murare (eccetto che in Otta
uiano) concioſia che li pareua tanto graue lo ediſicare ſuntuoſamente, che egli
disſece vna caſa in villa murata con troppa ſuntuoſità. tanto dico crebbe que-
ſto ſtraboccheuole appetito nella città, che ci furono alcuni in la ſamiglia de
Gordiani, infra gli altri, che per la via che va a Paleſtrina murarono vna caſa cõ
cc. colonne di vna medeſima groſſezza, & grandezza in vn ſilo, cinquanta del-
le quali erano Numidice, cinquauta Claudiane, cinquanta Simiade, & cinquan-
ta Tiſtee ſecondo che io mi ricordo d'hauer letto: Ma che coſa ancora è quella
che racconta Lucretio che per le caſe ſi trouauano ſtatue di Giouani d'oro, che
nella man deſtra teneuan'torce acceſe, accioche i lumi ſopperisſino alle viuan-
de della notte. Ma a che racconto io queſte coſe, accioche io conſermi per la
comparatione di eſſe (quel che io disſi poco fà) che e'mi piace che le coſe ſi mo-
derino ciaſcuna ſecondo la ſua degnità, & ſe tu farai al mio modo, io vorrei piu
toſto, & masſimo nelli edifitij priuati, che gli huomini piu ſplendidi vi deſide-
rasſino per addornamenti alcune coſe, che io non vorrei che gli huomini mo-
derati, & compoſti vi riprendesſino da neſſuna banda la troppa ſuntuoſità. Ma
poi che tutti acconſentiamo di hauere a laſciare appreſſo de poſteri fama, & di
ſauij, & di potenti, per queſto conto dico come diceua Tucidide, muriamo ſun
tuoſisſimam ente acciò dimoſtriamo a poſteri la grandezza noſtra. Per il che
ancora quando che non meno per honorare la patria, & la caſata noſtra che per
dilicatezza addorneremo alcune coſe noſtre, chi ſarà quello che non dica che
ella è coſa da homo da bene? Ne ſarà marauiglia che mi piaccia colui che vor-
rà che quelle parti della caſa, masſimo che hanno a ſtare in publico, & che han-
no ad eſſere le prime, per riceuere gratamente quelli che vi uerranno ad allog-
giare, com'è la facciata della caſa, l'antiporto, & ſimili, ſieno molto honoratisſi-
me, & ſe bene io tengo che coloro ſieno da eſſere biaſimati che eſcon troppo
fuori de gli ordini, Nondimeno io credo che e' ſieno da eſſer vituperati colo-
ro, che haranno ediſicato con ſpeſa grande in ſi ſatta maniera, che la lor mura-
glia non ſi poſſa addornare, molto piu che coloro che nelle loro muraglie han-
no voluto addornamenti di maggiore ſpeſa, ma io mi riſoluo in queſto modo,
chi vorrà bene auuertire, & conſiderare il vero, & certo addornamento de gli
edifitij: conoſcerà certamente che e' non conſiſte principalmente nella ſpeſa
della opera, ma nel diſegno che dallo ingegno ſi caua. Credo che chi ſarà ſauio
nõ vorrà nel murarele ſue caſe priuate, farle cõ troppa ſuntuoſità differenti da
le altri & ſi guarderà di nõ ſi prouocar cõtro inuidia per la troppa ſpeſa, o per
croppa oſtentatione. Ma bẽ vorrà per il contrario colui, che ſara ſauio, nõ eſſer

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