Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO OTTAVO. ſimamente erano diuiſi in quattro ſquadre. Ciaſcuna de le quali era ueſtita del
ſuo proprio colore, alcuni per ſignificare la primauera ſi ueſtiuano di uerde, per
l'eſtate di roſſo, per il Pallido Autunno di bianco, & per la triſta inuernata di Ta
nè ſcuro. La piazza del mezo de cerchi, non era libera, & eſpedita, come quel-
la'de gli Amfiteatri, nè come quella de Teatri occupata da palchi: ma per il dirit-
to de lo lungo diuiſo no la piazza in duoi corſi, o in due larghezze rizzandoui in
luoghi accomodati le Mete, o i Termini intorno a quali giucando correnano i
Cauagli, o gli huomini, i Termini principali erano tre, de quali quello del mezo
era il piu degno di tutti, & era quadro groſſo, & andaua tutta uia aſſottigliandoſi
uerſo la cima, & per queſto aſſottigliamento lo chiamauano obeliſco, hoggi
Aguglia. gli altri duoi termini erano due grandisſime ſtatue, o due creſte, ouero
altezze di muro con le teſte molto alte, fatte in quel modo che piu era parſo al
maeſtro conueniente; a far che elle haueſſero del gratiato, & del grande, ne me-
zi di queſte metteuano due, o colonne, o Aguglie minori da ciaſcuna de le ban-
de. Io truouo che il Circo Masſimo di Roma, ſecondo gli hiſtorici, era lungo
tre ottaui di miglio, & largo uno, ilquale a mio tempo è rouinato, & non ſi uede
per alcuna coniettura pur piccola, come ſi fuſſe fatto. Ma in altri luoghi truo-
uo per le miſure di sì fatti lauori che egli erano coſi fatti. Soleuano gli antichi
fare la piazza del mezo de cerchi, larga almanco ſeſſanta cubiti, cioè braccia xl. & tanto lunga che la larghezza ui entraſſe dentro ſette uolte, la larghezza ſi di-
uideua in due parti uguali, tirando per lo lungo una linea giù per il mezo, ſopra
de laquale ſi collocauano le Mete, o i Termini in queſto modo; Diuideuano que
ſta lunghezza in ſette parti, una ne aſſegnauano a la riuolta, ch'occuperebbono,
i giucatori intorno a l'ultima meta, ne l'andare correndo dalla deſtra nella ſini-
ſtra; diſtribuiuano poi l'altre Mete ſu per la medeſima linea, di maniera, che ne
la lunghezza del cerchio fusſino ugualmẽte lõtane l'una da l'altra, & occupaſſero
di tutta la lunghezza cinq; ſettimi, & era congiunta l'una meta con l'altra con un
piano rileuato da terra non meno di ſei piedi, che ſeparaua talmente di quà, & di là gli duoi ſpatii del cotſo, che, o ſolo, o accompagnati i Caualli che giucaua-
no, ancor che e' ſi uoltaſſero, non haueuano donde poteſſero attrauerſare. Et
di quà & di là, a' lati de cerchi, ſi faceuano gradi da ſedere non piu che per il quin
to, nè manco che per il ſeſto di tutta la larghezza de la piazza di mezo, & i gradi
da ſedere cominciauano apunto a la uguale altezza, & al piano del rilieuo, o im-
baſamento, ſopra ilquale erano collocate le Mete, accioche gli huomini non
portasſino, sì come non faceuano anco ne gli Amſiteatri, pericolo alcuno da
le beſtie.

119.1.

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