Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO QVINTO. cipio d'altronde, comincieremo la coſa in queſta maniera. Egli è coſa maniſ@-
ſta che la Caſa priuata ſi debbe fare per amore de la famiglia, accioche ella ui poſ
ſa ſtare dentro commodiſsimamente. Non ſarà commoda a baſtanza quella ca
ſa, ſe in quella ſteſſa non ui ſaranno tutte quelle coſe, che coſtoro hanno dibiſo-
gno. Grande è il numero de le coſe, & de gli huomini in una famiglia, ilquale
non potrai a tua uoglia diſtribuire ugualmente ne la città, & ne la Villa. Con-
cioſia che ne le muraglie de la Città, ti accade che un muro d'un uicino, una grõ-
daia, una piazza publica, una ſtrada, & ſimili coſe, quaſi tutte ti impediſcouo che
tu ti poſſa ſatisſare a tuo modo, ilche a la Villa non ti auiene, percioche tu hai in
Villa ogni coſa piu libera, & ne la Città piu impedita. Adunque sì per altre ra-
gioni, sì ancora per queſta, mi piace diſtinguere la coſa in queſta maniera: Cioè
che altrimẽti ſieno le habitationi ne la Città, & altrimenti quelle da la uilla, per i
priuati, in amendue queſte, altrimenti debbono eſſer quelle, che ſi aſpettano a
Cittadini minuali, & altrimenti quelle che s'aſpettanno a Cittadini piu ricchi,
concioſia che i minuali murano ſolamente per loro neceſsità, & i piu ricchi mu
rano per diletto, & ſatisfattione de deſiderij loro. Ma noi racconteremo quelle
coſe, che la modeſtia de gli huomini ſauij, approuerrà in qualunche ſorte di
Edificij, & però mi pare da cominciare da le coſe piu facili. Le habitationi ne le
Ville ſono piu eſpedite, & i Cittadini ſon o piu inchinati a la ſpeſa, a le Ville che
dentro. Ma raccontiamo prima breuiſsimamẽte alcune poche coſe, che gioua
no molto a principali biſogni de le Ville, & ſon queſte. Biſogna fuggire l'aria
cattiua, & il Terreno cattiuo. Biſogna edificare nel mezo d'una Campagna a le
radici del Monte, in luoghi che ui ſieno acque, luoghi ameni, & paeſi ſaniſsimi, e
del paeſe in la parte piu ſana. L'aria triſta, & mal ſana dicono che cagiona, sì tut
te l'altre incommoditadi, (de le quali trattammo nel primo libro) sì ancora ſelue
piu folte, & maſsime piene di arbori, che hanno le foglie amare, concioſia che
l'aria in quel luogo non agitata, nè da Sole, nè da Venti, ui diuenta cruda, sì
ancora ui cagiona il Terreno ſterile, & mal ſano, dal quale a la fine ſe tu co [?] r-
cherai cauarne coſa alcuna, ſaranno ſelue. Io giudico che e' ſi debbe hauere la
uilla in que' luoghi, che ſieno piu conuenienti a le caſe del Padrone che ſono
dentro ne la città. Dice Senofonte che a la Villa ſi uorrebbe poter andare
a piede, per fare eſercitio, & tornarſene poi a cauallo: Et però non ſarà molto
lontana da la Città, & la ſtrada non ſarà nè difficile nè impedita, ma atta, & accommodata a lo andarui, & al faruiſi portare, o di State, o di Verno, ò uoglia
ciò fare per uia di carretta, ò da tuoi piedi, ò forſe per naue, & farà molto a pro-
poſito, ſe ella non ſarà fuori di una porta de la Città a te diſcoſto, ma de la piu
uicina, accioche tu poſſa piu commodamente, & piu eſpeditamente, ſenza trop-
po grande apparato di ueſtimenti, & ſenza teſtimonianza di tutto il popolo, & con la moglie, & con i figliuoli andare, & tornare ſpeſſo da la Villa a la Città, & da la Città a la Villa a tuo piacere. Egli è coſa conueniente hauere la Villa in
que' luoghi, che andandouiſi da mattina i raggi di leuãte non ti dieno mòleſtia
a gli occhi, & i raggi di ponente da ſera non dieno ne gli occhi a chi ſe ne torna
a la Città. Oltra di queſto debbe eſſere la Villa in quel luogo, che non ſia ab-
bandonato del tutto, non abietto, non ignobile, ma tale che ui ſi habiti con ſpe-

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