Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO QVINTO. mi, ſi debbono collocare nel mezo de la città, & in luogo celebratiſsimo, accio-
che le ſieno piu ſicure, & piu commode. Gli Arzanali poi, uogliono eſſer po-
ſti lontani da le caſe de Cittadini, per amore de gli incendij. Nèſi debbe far bef-
ſe, che e’ biſogna meſcolarui in uarij luoghi muri interi, che dal piano del Terre
no auanzino inſin ſopra i Tetti, iquali difendino l’una ſtanza da l’altra da le ar-
denti fiamme, & uietino a fuochi il potere attaccarſi da l’un tetto a l’altro. I
luoghi per i Mercati, ſi debbono ſtabilire ſu la Marina, ſu le bocche de fiumi, & ne riſcontri di piu uie maeſtre. Gli Arzanali biſogna che habbino ghomiti, & ricetti, o golfi di acque, accioche i Nauili ui poſsino eſſer tirati dentro, & raſſetta
ti; & che quindi ancora ſi poſsino uarare nel mare. Ma biſogna auertire, che
in queſto luogo l’acqua ui ſi agiti ſempre del continouo. I Nauilij ſi infracido-
no per i uenti auſtrali; Apronſi per i caldi di mezo giorno; & ſi conſeruano per
il leuare del Sole. Oltra di queſto, qual ſi uoglia Granaio, che ſi faccia per man
tenere le coſe, egli è coſa chiara, che e’ gode di luogo, & d’ Aria aſciutta. Ma
parleremo di queſte coſe piu lungamente, quando noi tratteremo dele coſe de
Priuati, a l’ordine de lequali ſi aſpetta tale ragionamento, eccetto però che de
luoghi, per tenerui il Sale. Percioche le ſtanze per tenerui il Sale, le farai in
queſta maniera. Metterai ſopra il terreno nn ſuolo di Carboni alto un cubito,
cioè tre quarti di braccio, & pillalo bene per tutto: dipoi ſpargiui ſopra ſabbio-
ne dibattuto con creta pura, alto tre palmi, & ſpianalo bene, dipoi lo ammatto-
na con mezzane cotte ſino a tanto che ſieno diuentate nere. Farai i lati de le
Mura dal lato di dentro, non hauendo abbondantia di sì fatto lauoro, di pietre
riquadrate, non di tufo, nè di pietra uiua, ma d’una pietra che ſia infra queſte di
natura mezana, pur che ella ſia molto dura, & tal lauoro riſtrignilo dale mura a
lo indentro per ſpatio di un cubito; & fauui attorno un tauolato di pane con
chiodi di bronzo, o piu toſto con ſpranghe, & riempi il uano che reſta fra il ta-
uolato, e’l muro di canne, & giouerà grandemente l’hauer unto il legname cõ
creta macerata, con morchia, & meſſoui dentro gineſtre con giunchi ſpezzati. Finalmente gli edificij publici coſi fatti, biſogna che ſieno fortificati gagliardiſ-
ſimamente di mura, di Torri, & di munitioni, contro a qualunche inſidia, mali-
gnità, o impeto di ladri, di nimici, o di cittadini ſeditioſi. Parmi hauere tratta-
to aſſai abbondantemente de gli edificij publici, ſe già non ci reſta quel che ſi
aſpetta, & non per ultima coſa, a Magiſtrati, cioè che noi non ci facciamo beffe,
che egli habbino luoghi, doue egli habbino a tenere coloro, che egli haranno
condennati per contumacia, perfidia, & malignità. Io trouo che gli Antichi ha
ueuano tre ſorti di Prigione, la prima era quella doue erano tenuti gli ſcoſtuma-
ti, & i male alleuati, accioche la notte fuſsino ammaeſtrati, & che fuſsino inſe-
gnate loro da dottiſsimi, & approuatiſsimi profeſſori de le buone arti quelle co-
ſe, che s’aſpettano a buoni coſtumi, & a una uita da huomo da bene. La ſe-
conda era quella, doue ſi teneuano i debitori, & quelli che biſognaua raftrena-
re da la licentioſa uita, in che erano traſcorſi. La terza era quella, ne laquale
ꝑ macerarli con le Tenebre, & con la ſpurcitia, ſi mandauano coloro, che era-
no crudeli, & ſcelerati, indegni del Cielo, & del commertio de gli huomini, & che haueuano a morir preſto. Se queſta ultima ſorte di prigione ſarà alcuno

Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer