Full text: Angeli, Stefano: Della gravita' dell' aria e fluidi

TERZO. mercurio ſtagnante tutta l’altezza dell’atmosfera con la
ſua grauità. Aggiunto adunque à queſt elaterio il peſo delli
19 diti di mercurio, tutto queſto compoſto eccede il peſo
dell’aria eſteriore premente ſecondo il peſo di queſti 19. di-
ti. Deue adunque diſcender il mercurio ſino che il dito d’
aria con la ſua maggior eſpanſione habbia tanto debilitato
il proprio elatere, che queſto, inſieme con li rimanenti diti
di mercurio, s’equilibrino con l’aria eſteriore premente.

_Ofred_. Se ſono vere queſte dottrine, parmi che ſi potrebbono
fare proue maggiori di queſt’elatere del dito d’aria, ſe con
queſt in ſtrumento ſi ſaliſce ad alto; poiche quanto più ſi
ſaliſce, tanto più ſcenderebbe il mercurio della canna; & in
conſequẽza il dito d’aria più aummentarebbe la ſua eſpan-
ſione.

_Cont_ Con queſta conſideratione il Signor Profeſſore mi fà
penetrare la cagione d’vn effetto, che più volte hò ammi-
rato. Hò oſſeruato più volte, che forandoſi vna Botte pie-
na di vino, che foſſe beniſſimo chiuſa con il ſuo Cocone,
n’vſciua vn poco, e poi ſi fermaua, e non n’vſciua più. Io
guardauo d’onde accadeſſe queſto accidente. Hora cono-
ſco, che ciò può prouenire dall’elaterio dell’aria. Non eſce
il vino dalla Botte totalmente piena forata in qualche luo-
go peril contrapeſo, che li fà l’aria eſteriore, ſufficiente à
ſoſtenerlo anco quando foſſe alto 18. braccia Fiorentini in
circa, come è beniſſimo noto. Onde potendo l’aria eſterio-
re ſoſtenerne braccia 18. molto più potrà ſoſtenere quello
delle noſtre Botte alto due, o tre braccia, più, e meno. Mà ſe
nel ſerrarſi il Cocone ſi ſerraſſe dell’aria nella Botte, queſta
eſſendo del medemo vigore con l’eſteriore, allora premen-
do più queſt’aria con il vino di quello che faceſſe l’aria eſte-
riore, n’vſcirà il vino ſino à tanto, chel’aria interiore hab-
bia tanto debilitato il proprio elàterio, che queſti con il vi-
no ſi pareggi all a preſſione dell aria eſteriore. Il vino poi,
che eſce dalla Botte è in poca quantità, perche eſſendo or-
dinariamente poco il vino nelle noſtre Botte ordinarie, che
ſouraſta al foro, poco aggiuto può dare all’aria interiore; onde ogni poco che ſe debiliti il ſuo elaterio, ſi fà l’equili-
brio con l’eſteriore.

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